La discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento (dsa) che interessa l’apprendimento del sistema di numeri e calcolo.

Si manifesta attraverso la compromissione delle abilità di calcolo (sia scritto che mentale), scarsa comprensione del sistema dei numeri, nonché delle quantità. Può essere diagnosticato a partire dagli 8 anni, ovvero versa la fine della terza classe di scuola primaria.

segnali della discalculia

Tuttavia si possono osservare nei bambini segnali di discalculia evolutiva anche prima, si tratta di campanelli d’allarme utili da saper riconoscere, al fine di diagnosticare tempestivamente il dsa.

Sintomi caratteristici di discalculia possono essere: enumerazione all’indietro carente, errori di scrittura e lettura di numeri ad una cifra, difficoltà nel memorizzare fatti numerici semplici, ad esempio 2+2=4).

La discalculia non riconosciuta implica ovviamente una serie di problemi scolastici, in particolare grandi difficoltà in matematica. Una diagnosi tempestiva consente ai bambini e ai loro genitori di comprendere l’origine delle cadute nelle abilità matematiche e orienta insegnanti e famiglie nella scelta di percorsi di potenziamento efficaci.

Al contrario in caso di diagnosi tardiva, il bambino accumula una gran quantità di insuccessi scolastici, senza avere nessuna consapevolezza delle proprie difficoltà oggettive, con importanti ricadute dal punto di vista emotivo e psicologico. Le ripetute esperienze di fallimenti scolastici, i giudizi negativi, il confronto con gli altri bambini, sono fattori che si ripercuotono sull’autostima e sulla motivazione allo studio, questo può arrivare a compromettere l’intero percorso scolastico.

Vediamo quindi in dettaglio quali sono i principali sintomi della discalculia evolutiva e come accorgersene in tempo utile per la diagnosi.

Come si riconosce la discalculia

Si precisa che, in caso di disturbi specifici dell’apprendimento, è più corretto parlare di “segnali” piuttosto che di “sintomi”. I DSA infatti non sono patologie, ma appunto disturbi che riguardano un ambito specifico dell’apprendimento, in assenza di ritardo cognitivo, deficit sensoriali e neurologici.

Ci sono molti campanelli d’allarme relativi al rapporto con numeri e calcoli del bambino: i bambini con discalculia evolutiva hanno difficoltà nel compiere le operazioni aritmetiche, non incolonnano in maniera corretta i numeri, né sono in grado di cogliere le relazioni tra i numeri e le quantità, hanno difficoltà nell’enumerazione sia in avanti sia all’indietro, non distinguono correttamente i simboli numerici, commettono errori di lettura e scrittura dei numeri e non riescono a memorizzare fatti numerici, come ad esempio le tabelline oppure le addizioni e le sottrazioni entro il 10.

Andando per punti i principali “segnali” della discalculia evolutiva sono i seguenti:

  • mancata di comprensione di termini o di segni aritmetici;
  • confusione tra simboli numerici;
  • difficoltà ad eseguire semplici operazioni aritmetiche ed enumerazione;
  • difficoltà nel comprendere i problemi matematici (ad es. scegliere l’operazione aritmetica pertinente al problema da risolvere);
  • scorretta organizzazione spaziale dei calcoli, a causa degli errori nell’incolonnamento e nel processamento dei numero (distinzione di unità, decine, centinaia etc);
  • incapacità ad apprendere e memorizzare le tabelline (con conseguente affaticamento a carico della memoria di lavoro).

Il DSA però non si manifesta sempre con le stesse difficoltà. Possiamo individuare tre differenti tipi di discalculia (si veda Temple, 1991) e ciascuno si manifesta in differenti ambiti:

  • Dislessia per le cifre: riguarda l’incompetenza lessicale, sia in comprensione sia in produzione (i sintomi tipici riguardano lettura, scrittura e processamento numerico).
  • Discalculia procedurale: si concentra sul deficit nell’acquisizione di procedure e algoritmi di calcolo (difficoltà nell’eseguire correttamente le quattro operazioni).
  • Discalculia per i fatti numerici: concerne la difficoltà di memorizzare i fatti numerici (le tabelline e le operazioni aritmetiche semplici).

Quando si manifesta la discalculia

Per gli esperti e per la normativa vigente, l’età indicata per gli accertamenti diagnostici concernenti le abilità di calcolo è 8 anni compiuti.

Al pari degli altri DSA, la discalculia evolutiva è una caratteristica innata, ma naturalmente si manifesta nel momento in cui il bambino arriva in età scolare a confrontarsi con i numeri e la matematica.

A differenza delle abilità di lettura e scrittura, che di norma vengono automatizzate entro i 7 anni, le abilità di calcolo sono più complesse e la loro automatizzazione richiede un tempo maggiore. Per questo la diagnosi della discalculia è posticipata rispetto a quella della dislessia e degli altri DSA.

Tuttavia, anche se per la diagnosi si rimanda tra la fine della terza classe primaria e l’inizio della quarta, è comunque doveroso da parte degli insegnanti osservare e segnalare ai genitori eventuali difficoltà specifiche nell’area di apprendimento del calcolo.

Talvolta la discalculia evolutiva si presenta in comorbidità con la dislessia evolutiva, il disturbo specifico dell’apprendimento della lettura. Per tale motivo, in sede di accertamenti diagnostici, verranno somministrati i test per valutare tutte le aree dell’apprendimento: scrittura, lettura, ortografia e calcolo, non solo quelle matematiche più correlate alla discalculia.

Discalculia in età adulta

La discalculia può divenire ben evidente anche in età adulta: in passato, infatti, quando ancora i DSA non erano sufficientemente riconosciuti e studiati, non sempre le diagnosi venivano effettuate. Così i deficit nel calcolo venivano trascinati negli anni scolastici successivi, senza essere riconosciuti come discalculia evolutiva.

Tuttavia, oggigiorno è possibile sottoporsi a valutazioni diagnostiche per i DSA anche in età adulta, al fine di chiarire ogni dubbio. Sebbene l’età scolastica sia ormai superata da un pezzo, la certificazione di DSA in età adulta può ritenersi utile nell’ambito di esami universitari o di procedure concorsuali.

Infatti, chi possiede una diagnosi di DSA ha diritto agli strumenti compensativi e alle misure dispensative in ogni caso, anche al di là del periodo scolastico: ad esempio, è possibile usufruire di maggior tempo nel corso di prove concorsuali oppure, nel caso di studenti universitari, di materiali di studio adattati in base alle proprie necessità, con l’ausilio di strumenti compensativi.

I sintomi della discalculia

Per riconoscere i primi segnali di discalculia evolutiva è indispensabile conoscere anche i traguardi evolutivi che i bambini raggiungono nella norma. Infatti, i segnali sono da valutare in base all’età, in quanto il disturbo si manifesta come ritardo rispetto al normale apprendimento.

Segnali di discalculia in età prescolare (scuola dell’infanzia)

Alla fine dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia, i bambini nella norma sono in grado di contare fino a 5 e di enumerare fino a 10; sono capaci di confrontare piccole quantità e hanno acquisito il principio di cardinalità. Quando questi traguardi non sono pienamente raggiunti, è utile interrogarsi sull’eventuale presenza dei cosiddetti campanelli d’allarme.

In età prescolare, si possono osservare i seguenti segnali:

  • difficoltà nel attribuire un numero agli oggetti, dunque nel conteggio;
  • incompetenza lessicale, dunque scarsa capacità di riconoscere i simboli numerici e di associare correttamente il numero alla quantità, oppure la parola “cinque” al simbolo “5”;
  • fatica nel ricordare l’ordine numerico;
  • difficoltà nel confrontare piccole quantità e grandezze;
  • evitamento di giochi che implicano l’uso dei numeri, del conteggio e di altri concetti numerici.

Discalculia alla scuola primaria (elementari)

Nella scuola primaria, i segnali di discalculia iniziano a divenire più evidenti, in risposta ovviamente alle richieste specifiche in ambito matematico.

I traguardi evolutivi di questa età prevedono che:

  • in prima classe primaria i bambini conoscano i numeri fino a 20 e che siano in grado di svolgere semplici operazioni aritmetiche (addizioni e sottrazioni) entro il 20;
  • in seconda primaria, i bambini familiarizzano con i numeri fino a 100 e iniziano ad acquisire il concetto di moltiplicazione; in terza, i bambini sono chiamati ad apprendere le quattro operazioni aritmetiche e i numeri maggiori di 100.

Durante la scuola primaria possiamo notare alcuni campanelli d’allarme della discalculia. I bambini con difficoltà specifiche nelle abilità matematiche:

  • Tendono a usare unicamente le dita per effettuare semplici calcoli.
  • Non accedono al calcolo mentale, ma continuano a necessitare del supporto visivo/concreto.
  • Fanno fatica a ricordare e dunque ad automatizzare le procedure di calcolo
  • Non memorizzano correttamente le tabelline
  • Non riescono ad individuare l’operazione aritmetica richiesta per la risoluzione dei problemi.

Discalculia alla scuola secondaria (medie superiori)

Durante la scuola secondaria di primo e secondo grado, i ragazzini sono generalmente in grado di compensare le difficoltà già sperimentate in precedenza, mediante l’utilizzo di calcolatrici, schemi, formulari e tabelle.

La disposizione e l’applicazione del Piano Didattico Personalizzato in questi casi può fare la differenza e migliorare nettamente il rendimento scolastico dei ragazzi con DSA, nonché incoraggiare autostima e motivare allo studio.

In ogni caso, permangono le difficoltà nel memorizzare e applicare concetti di matematica alla vita quotidiana, oltre alla scarsa competenza nella risoluzione dei problemi.

Test di autovalutazione

Per capire se un bambino è discalculico esistono test, anche online, come ad esempio cognifit.

Funzionano in modo piuttosto semplice: basta registrarsi ed eseguire le batterie di test proposti dal programma, selezionati in base alla propria età anagrafica. Alla fine della somministrazione, il sito rileverà un punteggio corrispondente al livello di abilità raggiunto. È bene ricordare che si tratta di un punteggio approssimativo e che soltanto un test standardizzato e validato è in grado di definire QI e abilità di apprendimento.

Infatti, è importante chiarire che questi test non sempre sono attendibili e non possono in nessun caso sostituirsi ad una diagnosi.

La valutazione diagnostica che abbia validità secondo la legge, deve essere effettuata da specialisti accreditati con comprovata esperienza e formazione in ambito di DSA e con metodo di valutazione riconosciuto.

Diagnosticare la discalculia

La diagnosi di discalculia evolutiva può essere effettuata al compimento dell’8° anno di età e alla fine della terza classe primaria. La segnalazione da parte della scuola ai genitori, invece, è consigliata quanto prima, sulla base delle osservazioni su descritte.

L’iter diagnostico prevede la somministrazione di test standardizzati e suddivisi per fasce di età, volti ad indagare le competenze cognitive, le abilità di lettura, scrittura e calcolo. Anche se ci sono sospetti in una sola area di apprendimento, la valutazione è effettuata comunque a 360°, al fine di individuare eventuale comorbidità tra i disturbi.

I bambini con discalculia evolutiva ottengono risultati che si discostano di -2 deviazioni standard dalla media dei risultati ottenuti dai bambini della stessa età e con lo stesso livello di istruzione. La diagnosi è effettuata, ai sensi dell’art. 3 della Legge 170/2010, dai servizi specialistici delle Asl di competenza o da equipe private di professionisti, purché siano accreditate.

In seguito, gli specialisti produrranno la certificazione di DSA che i genitori dovranno consegnare e far protocollare a scuola, al fine di procedere con la stesura del PDP.

chiara auletta psicologa
Chiara Auletta

Psicologa, laureata in Psicologia dinamica, clinica e di comunità. Ha ricoperto il ruolo di referente presso sportello d’ascolto scolastico e si è formata come Tutor DSA.

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