Prima di provare a chiarire quali sono le cause della disgrafia è importante dare una definizione, andando a conoscere nel dettaglio quali sono le sue caratteristiche e come si manifesta.

cause della disgrafia

La disgrafia, come da Legge 170/2010, è riconosciuta come un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), come discalculia, dislessia e disortografia. La disgrafia in particolare è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’abilità di scrittura.

Un bambino disgrafico si riconosce, per la sua scrittura illegibile e per la difficoltà a seguire il rigo: la scrittura appare disordinata e le sue dimensioni variano continuamente. Gli errori “tipici” di un disgrafico sono la trasposizione di lettere, la ripetizione di sillabe, un tratto grafico esitante o interrotto, il non rispetto dei margini, sovrapposizioni,… La disgrafia viene diagnosticata a partire dai 7 anni di età, da un equipe di specialisti (psicologo, logopedista e neuropsichiatra), tramite dei test.

Le cause della disgrafia

Non esiste un’unica causa comprovata legata allo sviluppo della disgrafia, e più in generale dei DSA. Vari studi hanno individuato diversi fattori comuni a questi disturbi, prima di tutto l’origine neurobiologica del disturbo.

La disgrafia è un carattere innato: non è una malattia che si contrae e non dipende da fattori ambientali o dal vissuto del bambino. Non ha cause psicologiche, piuttosto può avere conseguenze psicologiche se non c’è la giusta consapevolezza e il giusto sostegno.

È stato individuato il fattore della familiarità: in una famiglia spesso coesistono più casi di DSA, per cui statisticamente è più probabile che un bambino abbia la disgrafia se è figlio di un disgrafico. Questo può far ipotizzare anche cause genetiche di questo disturbo.

La base neurobiologica della disgrafia

La disgrafia, così come gli altri DSA, ha una matrice neurobiologica: ciò vale a dire che non si tratta di una malattia, non si contrae da un momento all’altro, ma è innata; è una caratteristica che si  può modificare nel tempo (da qui l’uso dell’espressione “disturbo evolutivo”) ma da cui non si “guarisce”.

Concretamente è molto importante distinguere le difficoltà di apprendimento dai DSA:

  • Difficoltà di apprendimento: sono difficoltà generiche, dovute al fatto che il bambino possa avere delle lacune (ad esempio a causa di molte assenze a scuola oppure per il livello socio-culturale di partenza mediamente più basso) e non abbia raggiunto i requisiti per accedere agli apprendimenti successivi.
  • DSA: disturbi di natura congenita, sono “neuro-diversità”, il cui impatto riguarda in maniera specifica le abilità di calcolo, lettura e scrittura, in assenza di altri deficit cognitivi, sensoriali o neurologici.

La disgrafia, come gli altri DSA, non è dovuta a fattori socio-culturali: non è causata da un metodo di studio scorretto , dalla “pigrizia” del bambino, dalla privazione di esperienze di apprendimento o dalla scarsa qualità dell’insegnamento.

A causare questo disturbo sono disfunzioni del sistema nervoso centrale (National Joint Committee on Learning Disabilities, 1998) e una differente modalità di elaborazione cognitiva delle informazioni.

In casi di disgrafia (e di DSA in genere) si ipotizza anche la presenza di un sovraccarico della memoria di lavoro, ovvero la capacità di elaborare le informazioni contenute in memoria al fine di eseguire un compito immediato.

Nel caso della scrittura è richiesta l’abilità di conservare in memoria non soltanto la forma corrispondente al grafema richiesto, ma anche la sequenza di movimenti necessari, ovvero la “procedura”, il gesto grafico per riprodurre un dato grafema. Se vi è una caduta nelle abilità metafonologiche (capacità di percepire e comprendere i suoni), viene meno anche il compito della memoria di lavoro, proprio perché non ha elementi su cui poter “lavorare” per raggiungere il risultato finale.

La familiarità nei casi di disgrafia

Gli studi sulla familiarità riguardano i DSA in genere e non la disgrafia nello specifico. Ad ogni modo, è dimostrato statisticamente che se nella stessa famiglia è presente una persona con DSA, un bambino ha più probabilità di ricevere una diagnosi di DSA. Infatti, gli studi hanno rilevato una familiarità per il disturbo nel 60-70% dei casi.

Questi studi sulla familiarità riguardano i DSA in genere, non la disgrafia nello specifico.

Il fatto che ci sia una comprovata familiarità dei disturbi neurobilogici presuppone una possibile causa genetica della disgrafia, che possa essere tramandata di genitore in figlio.

Comorbilità tra DSA

Talvolta la disgrafia può presentarsi insieme ad un altro disturbo specifico dell’apprendimento, come la dislessia (il disturbo che riguarda principalmente l’abilità di lettura) e la discalculia (il disturbo che compromette l’abilità di calcolo e la conoscenza numerica) e la disortografia ( il dsa che si manifesta nelle difficoltà nel memorizzare e applicare correttamente le regole grammaticali). In questi casi si parla di comorbilità.

Spesso i DSA si presentano in comorbidità tra loro o con altri disturbi evolutivi, sebbene si evidenziano profili di sviluppo e quadri di funzionamento eterogenei (per approfondire si veda la presentazione di Roberto Segala, 2017).

La disgrafia in particolare si presenta spesso in comorbilità con la disortografia. La ragione della compresenza di disgrafia e disortografia è dovuta al fatto che la scrittura include due componenti: una grafo-motoria e una ortografica. Per scrivere correttamente, ho bisogno di fluidità nel movimento, in particolare nel gesto grafico, ma anche di conoscere e ricordare le regole ortografiche.

Anche se ci sono naturalmente delle caratteristiche che si ripetono in molti casi di DSA e che permettono di riconoscere la disgrafia, è bene ricordare che ogni individuo ha peculiarità proprie e si deve prestare attenzione al singolo bambino disgrafico, alla sua personalità, ai suoi interessi e peculiarità, nonché ai suoi ritmi di apprendimento.

chiara auletta psicologa
Chiara Auletta

Psicologa, laureata in Psicologia dinamica, clinica e di comunità. Ha ricoperto il ruolo di referente presso sportello d’ascolto scolastico e si è formata come Tutor DSA.

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