La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che si manifesta nella difficoltà di automatizzazione del gesto grafico. Si tratta di una difficoltà che riguarda l’atto pratico di scrivere e coinvolge diverse attività: a partire dall’impugnare la penna fino all’organizzazione dei caratteri sul foglio.

La disgrafia si diagnostica a partire dai 7 anni (tra la seconda e la terza classe primaria) in quanto solo in questa fase evolutiva è possibile osservare le difficoltà nell’organizzazione e automatizzazione della scrittura. Prima di questo periodo la scrittura non è ancora diventata automatica, ma necessita di un costante “allenamento”.

esercizi riabilitativi per disgrafici

In passato si pensava che una “brutta scrittura” fosse semplicemente la conseguenza di uno “scarso impegno” da parte dei bambini. Successivamente, sono stati riconosciuti i DSA e le difficoltà oggettive legate allo scrivere. Per superare la disgrafia e migliorare la scrittura dei bambini, è fondamentale fare esercizi riabilitativi per potenziare le abilità utili a compensare il disturbo. Scopriamo quali sono gli esercizi più indicati per affrontare la disgrafia.

I prerequisiti della scrittura

Scrivere coinvolge molte abilità: bisogna saper impugnare una penna, coordinare i movimenti della mano, organizzare i caratteri nello spazio del foglio…

Per capire come poter intervenire in una riabilitazione e sviluppare un training efficace è importante conoscere quali sono i prerequisiti della scrittura e identificare quali abilità da potenziare.

Metodologie riabilitative per la disgrafia

Un training per la disgrafia non può basarsi esclusivamente sull’esercizio e sull’allenamento della scrittura, ovvero assegnando pagine e pagine di copia.

L’esercizio di scrittura comporta sicuramente dei buoni risultati nel breve termine, ma non appena si interrompe, rischiano di ricomparire le difficoltà e gli errori di prima.

Le abilità di scrittura sono strettamente legate alle abilità di lettura e di linguaggio. La scrittura altro non è che un linguaggio “parlato” tradotto in segni: se i bambini pronunciano male alcune parole, è chiaro che le scriveranno in modo errato. Il training sulle abilità metafonologiche, ovvero il lavoro sull’associazione fonema (suono) e grafema (segno scritto) consente di potenziare i prerequisiti della letto-scrittura, mediante semplici giochi:

  • Denominare gli oggetti e riconoscere la sillaba iniziale di ciascuna parola (lo stesso esercizio sarà fatto anche con la sillaba finale).
  • Raggruppare tutti gli oggetti il cui suono inizia con la stessa lettere (questo tipo di gioco può essere utile per chiarire la distinzione tra suoni simili, come b/d, c/g, f/v etc.; i suoni con s/z saranno lasciati per ultimi).
  • Infine, una volta intrapresi i compiti di scrittura, completamento di parole con sillaba iniziale, finale e intermedia (servendosi, eventualmente, anche i puzzle sillabici).

I bambini disgrafici necessitano anche di un training grafomotorio e muscolare, ovvero di un intervento specialistico guidato da una figura professionale qualificata: un grafologo rieducatore del gesto grafico.

La programmazione degli esercizi deve essere personalizzata e “tarata” sulle caratteristiche psicologiche del bambino, sulle sue potenzialità, competenze e difficoltà riscontrate.

Inoltre, è molto importante lavorare sulla motivazione dei bambini, nonché sulla costruzione di una relazione positiva e di fiducia con l’operatore qualificato.

Affinché l’intervento riabilitativo possa raggiungere i migliori risultati, serve costanza di applicazione e fiducia nel trattamento: più il bambino avrà piacere di svolgere le attività, più si sentirà motivato e determinato al raggiungimento di un dato obiettivo.

Strumenti compensativi: i quaderni colorati

Un utile strumento per la compensazione della disgrafia è rappresentato dai quaderni colorati della Erickson: si tratta di quaderni che presentano righi colorati per aiutare i bambini nell’organizzazione e nella direzionalità della scrittura.

Sono suddivisi in tre tipologie, le cui caratteristiche cambiano in base al livello di scrittura:

  • il primo livello consente la riproduzione dei grafemi in stampato maiuscolo;
  • il secondo livello è indicato per impostare correttamente la scrittura in corsivo, seguendo l’ordine: singolo grafema, sequenze di grafemi, grafemi piccoli, alti e bassi, sillabe semplici, bisillabe e trisillabe, infine frasi da semplici a complesse;
  • il terzo livello può essere utilizzato dalla seconda classe in poi e serve a ridurre gradualmente le dimensioni della scrittura.

Vedi tutti gli strumenti compensativi per la disgrafia.

chiara auletta psicologa
Chiara Auletta

Psicologa, laureata in Psicologia dinamica, clinica e di comunità. Ha ricoperto il ruolo di referente presso sportello d’ascolto scolastico e si è formata come Tutor DSA.

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