La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento della scrittura che interessa la competenza grafo-motoria, per cui comporta una difficoltà nell’atto effettivo di scrivere.

A livello neurobiologico nei bambini disgrafici le capacità coordinative non sono completamente integrate ai processi di elaborazione del linguaggio, da qui derivano le difficoltà.

sintomi della disgrafia

Nel concreto oltre alla generale lentezza nell’apprendere a scrivere, si manifestano alcuni segnali, che permettono di riconoscere la disgrafia. Alcuni dei sintomi caratteristici più evidenti:

  • Difficoltà nel tenere in mano la penna.
  • Pressione eccessiva sul foglio durante la scrittura.
  • Difficoltà nella riproduzione grafica dei numeri.

Se il genitore o l’insegnante del bambino nota questi sintomi è bene che si adoperi per approfondire, richiedendo una diagnosi clinica, che si può fare a partire dalla fine della seconda elementare. A riconoscere il dsa possono essere i genitori, accorgendosi di difficoltà grafiche durante le attività di disegno in casa, oppure gli insegnanti a scuola osservando il comportamento nei compiti legati alla scrittura.

Quando si manifesta la disgrafia

La disgrafia è un disturbo neurobiologico: non si contrae nel corso della vita ma è una caratteristica dell’individuo, come tutti i Dsa. La disgrafia quindi è una condizione innata. Le persone che nascono con disgrafia hanno una scarsa propensione all’espressione scritta.

Il disturbo emerge in età scolare: infatti è in questo periodo il normale apprendimento della scrittura ed è l’età in cui i bambini si trovano a confrontarsi con compiti di scuola. Questo è il momento in cui genitori e insegnanti si possono accorgere del disturbo nei bambini, cogliendo alcuni segnali specifici e difficoltà di competenza legate alla sfera della scrittura.

Solitamente dopo un primo apprendimento in prima elementare in cui già si possono notare campanelli d’allarme, è al secondo anno della scuola primaria in cui i bambini disgrafici manifestano in modo più chiaro le difficoltà.

A questo punto è opportuno attivare una diagnosi clinica che deve essere effettuata da uno specialista. I genitori possono sospettare il dsa ma non sono in grado di determinarlo, è bene evitare di confondere un normale ritardo nell’imparare a scrivere, che può avere molte cause, da un disturbo cognitivo di origine neurobiologica. La diagnosi si effettua proprio dalla seconda elementare.

Bisogna però ricordare che anche nei bambini più piccoli di età prescolare è possibile notare alcuni segnali tipici, come una difficoltà nel disegno accentuata, eccessiva lentezza, fatica nell’impugnare la penna o la matita. Possiamo quindi individuare alcuni campanelli d’allarme, molti dei quali analoghi ai segnali per riconoscere la disortografia, altro dsa che riguarda la scrittura.

I segnali per riconoscere la disgrafia

Siccome i DSA non sono malattie non dovremmo parlare di sintomi della disgrafia, ma piuttosto di segnali. Tuttavia il termine sintomo è ormai d’uso comune anche per i disturbi di apprendimento.

Per comodità di consultazione solitamente i segnali vengono menzionati in 6 gruppi, ovvero: difficoltà visuo-spaziali; difficoltà legate alla motricità fine; problemi legati all’elaborazione del linguaggio; problemi di ortografia e scrittura a mano; problemi ortografici e grammaticali; difficoltà legate all’organizzazione del linguaggio scritto nel foglio.

I campanelli di allarme più comuni a cui prestare attenzione sono:

  • Lentezza nella scrittura.
  • Uso improprio delle righe e quindi una scrittura di tipo “fluttuante” sul foglio.
  • Pressione sul foglio durante la scrittura.
  • Sovrapposizione delle lettere.
  • Interruzioni nel tratto, scattosità e molta distanza tra le parole.
  • Numeri scritti in modo approssimativo e spesso sovrapposti o reinterpretati.
  • Poca propensione a scrivere in modo ordinato e seguendo un filo logico sul foglio.
  • Molti errori grammaticali durante la scrittura.

Elenco dei sintomi di disgrafia

Per comodità di consultazione solitamente i segnali che consentono di riconoscere un bambino disgrafico vengono classificati in 6 gruppi: difficoltà visuo-spaziali, difficoltà legate alla motricità fine, problemi legati all’elaborazione del linguaggio, problemi di ortografia e scrittura a mano, problemi ortografici e grammaticali, difficoltà legate all’organizzazione del linguaggio scritto nel foglio.

Difficoltà visuo-spaziali:

  • Difficoltà nel riconoscere le forme dei caratteri alfanumerici.
  • Lentezza nel ricopiare durante i dettati o con compiti a casa assegnati.
  • Scrittura delle lettere in modo casuale nel foglio.
  • Tendenza a non usare lo spazio tra le parole durante la scrittura, oppure ad usare spaziature non corrette.
  • Difficoltà a scrivere stando all’interno dei margini.

Difficoltà motorie:

  • Difficoltà nel tenere matita o penna in mano in modo corretto.
  • Difficoltà nell’uso delle forbici.
  • Problemi durante il disegno o la scrittura nel posizionare il polso.
  • Difficoltà di posizionamento del foglio in modo adeguato durante la scrittura.

Difficoltà nell’elaborazione del linguaggio:

  • Difficoltà nel passaggio dall’idea alla produzione scritta o grafica sul foglio.
  • Difficoltà nel comprendere indicazioni, regole dei giochi, compiti assegnati.

Difficoltà nella scrittura a mano e nell’ortografia

  • Confusione tra caratteri maiuscoli e minuscoli.
  • Difficoltà a comprendere e applicare le regole ortografiche.
  • Incapacità nel riconoscere gli errori.
  • Stanchezza o sofferenza manifestata durante la scrittura.
  • Tendenza a evitare o rimandare compiti scritti.

Difficoltà grammaticali 

  • Uso non corretto della punteggiatura.
  • Lasciare frasi incomplete.
  • Mescolare i tempi verbali nello stesso testo.

Difficoltà nell’organizzazione della scrittura

  • Difficoltà nel raccontare, dove vengono tralasciati eventi importanti.
  • Frasi confuse, discorsi vaghi.
  • Riscrittura di frasi già scritte.

bambino che scrive

Conseguenze della disgrafia non riconosciuta

La disgrafia, come gli altri DSA, comporta una fatica maggiore nell’imparare a scrivere. Ovviamente può variare caso per caso, in base a quanto il disturbo sia esteso. Tuttavia se viene riconosciuta e diagnosticata per tempo ci sono molti strumenti e strategie che garantiscono al bimbo un percorso d’apprendimento autonomo e sereno.

Se non si riconoscono i sintomi della disgrafia invece è evidente che le ripercussioni del dsa si rifletteranno in un pessimo rendimento scolastico, che si traduce poi in frustrazione e altre ricadute emotive. I bambini aventi disgrafia possono rimanere indietro durante l’anno scolastico rispetto ai loro compagni e scoraggiarsi. Spesso evitano anche l’esecuzione dei compiti in quanto sono molto lenti nello scrivere.

Questa difficoltà non riguarda esclusivamente la sfera scolastica: si nota lentezza anche anche nei compiti quotidiani che riguardano la loro persona: ad esempio la poca coordinazione nell’allacciare le scarpe o abbottonare una giacca.

Senza la consapevolezza del DSA e le giuste strategie di supporto si genera nel bambino disgrafico ansia e frustrazione poiché si sentirà inadeguato e diverso dai loro coetanei. Purtroppo molti insegnanti non arrivano alla conclusione di questo disturbo, per cui rischiano di fare delle valutazioni scorrette.

Per questo motivo è importante saper riconoscere i sintomi della disgrafia e diagnosticarla precocemente, evitando ricadute psicologiche.

Sospetta disgrafia: cosa fare

Se il genitore identifica i sintomi caratteristici della disgrafia o se questi vengono segnalati alla famiglia dalla scuola, è importante che venga richiesta una diagnosi clinica, proprio come se venissero riscontrati sintomi di dislessia.

La disgrafia non può essere diagnosticata prima della seconda elementare e l’iter diagnostico deve essere quello riconosciuto, tramite test effettuati da uno specialista secondo il manuale diagnostico.

Diagnosticare la disgrafia

Nei disturbi specifici di apprendimento spesso una diagnosi precoce può fare la differenza, aiutando genitori e figli a conoscere le difficoltà e affrontarle nel modo migliore.

La disgrafia può essere diagnosticata da psicologi specializzati nei disturbi dell’apprendimento, a partire dal secondo anno di età. La diagnosi clinica di disgrafia viene effettuata grazie all’uso di test selezionati per una misurazione delle capacità motorie e la produzione della scrittura, secondo il DSM V, l Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.

Solitamente il professionista chiede al bambino di scrivere dei testi o copiarli da un testo esistente. Nella valutazione si considera anche come viene impugnata la penna/matita, la lentezza/velocità di scrittura, la velocità di produzione di frasi e la capacità di dialogo. 

elina sindoni psicologa
Elina Sindoni

Laureata in Psicologia Sociale e content creator per il web. 

Da sempre appassionata del lavoro con i bambini con difficoltà, numerose le esperienze come educatrice. 

Ha fondato Traveltherapist, la Psicologia del Viaggio.

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