Come più volte abbiamo spiegato la dislessia è un DSA caratterizzato da un’alterazione dell’abilità di lettura, intesa come capacità di decodifica di un testo scritto. La lettura non diventa automatica come accade normalmente, ma continua ad essere lenta, faticosa e ricca di errori.

Questo disturbo può rendere difficoltoso imparare un’altra lingua, ad esempio l’inglese con cui tipicamente ci si confronta fin dai primi anni di scuola.

inglese e dislessia

La dislessia infatti rappresenta un ostacolo sia per la lettura della lingua madre sia per l’apprendimento delle lingue straniere.

Vediamo quali sono le maggiori difficoltà che un dislessico incontra nell’imparare l’inglese, gli strumenti compensativi più indicati e le strategie didattiche da mettere in pratica.

Imparare l’inglese: gli ostacoli per la dislessia

I DSA non sono patologie, dunque non esiste una “cura” o un “trattamento” finalizzato ad eliminare la dislessia. L’unica cosa che possiamo fare è arginare le difficoltà e rendere lo studio meno faticoso agli alunni, mediante una serie di accorgimenti.

La dislessia evolutiva ha origine da una neurodiversità, ovvero da un diverso funzionamento della mente. Per comprendere come aiutare gli alunni con DSA, occorre osservare attentamente il loro funzionamento.

Non esistono due bambini dislessici uguali, ma sappiamo che tutti hanno difficoltà nei seguenti livelli: linguistico (errori di natura fonologica e ortografica), mnemonico (sovraccarico della memoria di lavoro) e motorio (coordinazione di più movimenti simultanei).

Nello studio dell’inglese, le difficoltà si riscontrano sicuramente:

  • In lettura i tempi si allungano ed emergono errori e cambi di parole che suonano in modo simile (es. will – well);
  • In scrittura i dislessici sbagliano l’applicazione delle regole di grammatica precedentemente apprese, omettono lettere o parole e applicano regole tipiche dell’italiano.

A partire da questa descrizione, capiamo bene quali possano essere gli ostacoli all’apprendimento della lingua inglese per i bambini con DSA.

Le difficoltà si complicano maggiormente se la dislessia si accompagna a disgrafia e disortografia.

Inoltre l’inglese, a differenza dell’italiano, è una lingua “opaca”, ovvero non c’è perfetta corrispondenza tra il suono che leggiamo (fonema) e la forma in cui lo scriviamo (grafema).

Apprendimento di una lingua straniera e memoria

Nell’apprendimento di una lingua straniera entrano in gioco varie tipologie di memoria:

  • La memoria di lavoro è implicata nell’elaborazione di uno stimolo in entrata mantenendolo attivo in memoria per circa 30 secondi ed è fondamentale per la comprensione della lingua.
  • La memoria esplicita si attiva ogni qualvolta dobbiamo applicare in maniere consapevole una regola grammaticale, recuperandola dalla nostra memoria.
  • La memoria implicita consente l’automatizzazione, come avviene ad esempio nella guida di un’automobile dopo un periodo sufficiente di esercitazioni pratiche.

I bambini dislessici possono avere maggiori difficoltà a ricordare rispetto agli altri bambini. In particolare, i DSA hanno difficoltà nel ricordare le categorizzazioni, a memorizzare seguenze, nel copiare e scrivere sotto dettatura.

Infine, venendo a mancare l’automatizzazione della lettura, è come se leggessero sempre come la prima volta. Per questo è importante evitare sforzi e consentire al bambino di “compensare” come meglio può.

Aiutare un DSA nell’apprendimento dell’inglese

Per sostenere un DSA nell’apprendimento di una lingua straniera è importante redigere un Piano Didattico Personalizzato (PDP) che preveda strategie didattiche e metodologie finalizzate al raggiungimento degli obiettivi comuni a tutta la classe.

Gli obiettivi minimi per l’apprendimento della lingua straniera sono:

  • Comprendere cosa un messaggio semplice vuole comunicare.
  • Saper comprendere complessivamente un testo scritto, cogliere i messaggi essenziali e saperli riferire, anche se con errori di pronuncia, intonazione e grammatica.
  • Produrre semplici messaggi efficaci dal punto di vista comunicativo, anche se con errori di pronuncia, intonazione e grammatica.
  • Saper scrivere testi semplici descrittivi e narrativi, comprensibili e sintatticamente accettabili, anche se con errori di grammaticali e lessicali.

Un buon metodo di approccio per gli alunni con DSA che si trovano a studiare inglese deve seguire alcuni criteri:

  • Adattarsi allo stile cognitivo degli alunni per promuovere esperienze di apprendimento significativo.
  • Evitare metodi che si basino sulla semplice traduzione o troppo legati all’aspetto grammaticale.
  • Promuovere piuttosto l’ascolto di storie e la pratica del dialogo e dell’interazione “dal vivo” in lingua inglese.
  • Servirsi di cartelloni illustrati per l’apprendimento del vocabolario e della pronuncia, cercando di contestualizzare gruppi di parole.
  • Preferire metodi che abbracciano più canali come l’approccio multisensoriale che consiste nell’utilizzo contemporaneo dei cinque sensi per migliorare memoria e apprendimento dell’inglese.
inghilterra

Dislessia: strumenti compensativi per l’inglese

Abbiamo già parlato degli strumenti compensativi per la dislessia in generale, ci sono poi strumenti specifici che possono aiutare nell’approccio a una lingua straniera.

Alcuni esempi di strumenti compensativi utili per l’apprendimento dell’inglese da parte di un alunno dislessico sono:

  • Mediatori didattici come tabelle, schemi e mappe;
  • Quaderno compensativo delle regole grammaticali, integrato con schemi, mappe e immagini.

Inglese: misure dispensative per DSA

Per quanto riguarda le misure dispensative, in caso di diagnosi di DSA il bambino possono essere esonerati dall’imparare a memoria.

Vale lo stesso principio dell’apprendimento delle tabelline: esse rientrano nei fatti numerici che i bambini con discalculia non memorizzano e pertanto consultano la tavola pitagorica.

Chiedere ai bambini dislessici di imparare a memoria i paradigmi della lingua inglese non soltanto richiede uno sforzo immane, ma è anche inefficace per loro.

Meglio se possono inizialmente consultare la tabella e aiutarli a comprendere semplicemente la distinzione tra i tre tempi verbali, senza affaticare ulteriormente la memoria di lavoro.

Per la verifica si possono prediligere testi semplificati (meglio se corredati da molte immagini) ed esercizi con quesiti a risposta multipla, in cui il bambino deve barrare l’alternativa corretta.

Esperienza diretta e apprendimento della seconda lingua

L’apprendimento di una lingua dipende da numerosi fattori, in primis dall’esperienza che un bambino possiede rispetto ad una lingua straniera: quanto è esposto all’ascolto di una lingua straniera e quanto viene sollecitato ad esprimersi in lingua straniera.

Mediante l’esperienza si modificano e si “specializzano” i moduli neuro-funzionali. In questo modo la mente è in grado di recepire e rispondere ad un nuovo codice linguistico.

I primi anni di vita dei bambini rappresentano un “periodo critico”, ovvero il periodo ideale per l’acquisizione linguistica. Infatti durante l’infanzia si ha la massima ricettività neurosensoriale e i bambini assorbono e apprendono molto velocemente. Inoltre, la mente dei bambini è caratterizzata dalla plasticità cerebrale, cioè la capacità di formare numerose connessioni sinaptiche e neuroni specifici in base alle esperienze di apprendimento.

Casi di esonero dallo studio delle lingue straniere

Il decreto legislativo n. 62/2017 stabilisce modalità e circostanze in cui è possibile esonerare dallo studio della lingua straniera l’alunno con diagnosi DSA.

“Solo in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l’alunno o lo studente, possono su richiesta delle famiglie e conseguenze approvazione del consiglio di classe, essere esonerati dall’insegnamento delle lingue straniere e seguire un percorso didattico differenziato”.

“In sede di esami di Stato, i candidati con DSA che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell’attestazione di cui all’articolo 13 del D.P.R. n.323/1998”.

Con l’espressione “dispensa dalle prestazioni scritte“, si intende l’esonero dal sostenere prove scritte in cui sono richieste comprensione e produzione scritta, oltre a verifiche di grammatica.

Le stesse competenze, compreso il lessico, possono essere valutate mediante una prova orale. Tali provvedimenti fanno sì che la valutazione risulti “neutrale” e consentono al bambino di sostenere una verifica idonea alla sua situazione di difficoltà. In questo modo, la performance del bambino viene condizionata il meno possibile dal suo DSA.

È fondamentale che le misure dispensative e gli strumenti compensativi (compreso l’esonero dalle verifiche scritte) siano vissute dai bambini non come “agevolazioni” o “vantaggi”, ma come dei diritti che spettano a tutti i bambini con DSA. Uguaglianza è dare a tutti gli stessi strumenti, mentre inclusione è dare a ciascun alunno ciò di cui ha bisogno, per consentire a tutti le stesse opportunità di imparare e di raggiungere i più alti livelli di istruzione.

chiara auletta psicologa
Chiara Auletta

Psicologa, laureata in Psicologia dinamica, clinica e di comunità. Ha ricoperto il ruolo di referente presso sportello d’ascolto scolastico e si è formata come Tutor DSA.

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