La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che riguarda l’abilità di lettura e si manifesta come capacità di decodificare un testo scritto. Si tratta di un disturbo neurobiologico che emerge durante lo sviluppo evolutivo del bambino, quando in età scolare si trova a imparare a leggere.

riconoscere la dislessia

Riconoscere precocemente la dislessia è molto importante, perché permette di mettere in atto da subito strategie compensative a supporto del bambino, evitando che si possa sentire inadeguato. Per questo proviamo a dettagliare come riconoscere se un bimbo è dislessico il prima possibile.

Ecco in sintesi alcuni segnali che possono far pensare alla dislessia, proverò poi a elencare più dettagliatamente per ogni fascia d’età.

  • Ritardo nell’apprendimento del linguaggio (ai 18 mesi nessuna parola).
  • Scambia lettere e sillabe nelle parole.
  • Non trova le rime (dai 4 anni).
  • Non sa allacciare le scarpe (dai 5 anni).
  • Non distingue destra e sinistra.
  • Fatica a imparare le lettere.

Essendo la dislessia una problematica legata alla lettura la diagnosi si può fare nel secondo anno di scuola elementare, esistono tuttavia alcuni campanelli di allarme che consentono di riconoscere una sospetta dislessia già in età prescolare.

La dislessia è un disturbo identificato nel 1881 e solo negli ultimi decenni si presta attenzione ai DSA. Qualche anno fa si stimava che 2 dislessici su 3 non venivano individuati dal sistema scolastico. Fortunatamente c’è un miglioramento culturale su questo e dal 2013 al 2016 si è visto un incremento del 48,6% di studenti certificati dislessici (dati Miur 2016/2017).

Quando si manifesta la dislessia

La dislessia è un disturbo di natura neurobiologica e riguarda il funzionamento delle reti neurali. Non si tratta di una malattia o di una problematica psicologica, si tratta di una caratteristica dell’individuo. Quindi se un bambino è dislessico lo è dalla nascita, si tratta di una peculiarità che fa parte del suo modo di essere. I dsa non devono essere considerati deficit o handicap: i bambini dislessici non sono meno intelligenti degli altri.

Anche se si è dislessici dalla nascita questo disturbo si manifesta in età scolare e può essere oggetto di diagnosi clinica solo a partire dalla seconda elementare. Siccome riguarda l’abilità di lettura infatti sarebbe impossibile rendersi conto di eventuali difficoltà prima che il bambino cominci ad applicarsi per imparare a leggere.

Ci sono tuttavia indicatori precoci che a partire dai 4 anni che possono essere campanelli d’allarme utili nel riconoscere la dislessia.  

Tuttavia fino a una corretta diagnosi clinica non si può avere la certezza del disturbo, per cui anche se si può sospettare la dislessia anche in età prescolare solo dai 7 anni di età si può determinare il DSA.

Perché è importante accorgersi dei DSA

Accorgersi della presenza di un disturbo nell’apprendimento il prima possibile è davvero importante. Permetterà di attivare da subito interventi utili a compensare e supportare il bambino, a scuola e in generale in ogni esperienza legata alla lettura. La scuola potrà scrivere un piano didattico personalizzato (PDP) che è lo strumento con cui si individuano gli accorgimenti specifici per l’alunno con bisogno educativo speciale (BES).

La dislessia emerge in età evolutiva, durante anni molto importanti per la formazione della personalità. Una dislessia non riconosciuta può significare pessimi risultati scolastici anche a fronte di molto impegno da parte dello studente e comporta quasi sempre un senso di inadeguatezza e frustrazione, che può avere ricadute psicologiche molto negative. Lo stesso vale per altri dsa quali disgrafia e discalculia.

Tutto questo si può evitare grazie a strategie corrette, dotandosi nel percorso scolastico di strumenti compensativi adeguati, utili a dare al bambino la giusta autonomia nell’apprendimento. Non dimentichiamo mai che un bambino dislessico non è meno intelligente dei suoi coetanei: il suo disturbo è molto specifico e può essere facilmente aggirato e compensato. La consapevolezza del DSA da parte dei genitori, degli insegnanti e del bambino stesso è fondamentale.

strumenti e strategie

Come riconoscere la dislessia

Chi cerca sul web informazioni riguardo il riconoscimento della dislessia spesso digita su Google “sintomi dislessia” o effettua altre ricerche similari. A dire il vero parlare di sintomi non sarebbe corretto, non essendo i DSA malattie, si tratta piuttosto di segnali che possono aiutarci a riconoscere questo disturbo. 

Il termine sintomo è però molto diffuso nel linguaggio comune, sporadicamente lo utilizzerò in questo articolo per essere d’aiuto ai genitori che cercano informazioni usando questa terminologia.

Vedremo quindi quali indicatori nel bambino possono farci venire dei dubbi e aiutarci a individuare un’eventuale dislessia. Si tratta di abilità, comportamenti e differenze nello sviluppo che sono spesso caratteristiche dei dislessici. Il verificarsi di questi segnali non significa automaticamente la presenza di un DSA, che può essere individuato con ragionevole sicurezza solo da una diagnosi clinica approfondita.

Teniamo conto in questo che la dislessia non ha caratteri univoci: può manifestarsi in modi differenti e in maniera più o meno estesa. Ogni individuo inoltre mette in atto delle risposte autonome alle difficoltà che incontra, quindi molti bambini dislessici attuano strategie di autocompensazione che possono mascherare le difficoltà.

Principali segnali di dislessia

Il principale indicatore di sospetta dislessia è sicuramente una difficoltà nell’imparare a leggere e a scrivere.

Nei primi anni di scuola compaiono certamente difficoltà scolastiche, dovute al disturbo di apprendimento e non certo all’intelligenza del bambino.

Gli errori più caratteristici nella scrittura sono l’inversione di numeri o lettere e lo scambio di lettere foneticamente simili, come possono essere N e M, oppure B e D.

La dislessia si manifesta anche nelle difficoltà a memorizzare (lettere, tabelline, giorni della settimana), nella confusione nei rapporti spaziali, come destra e sinistra, e temporali, come la scansione del tempo (ieri, oggi, domani). Si associano al DSA anche alcune difficoltà motorie legate alla coordinazione, come tenere il ritmo di musica o fare il nodo alle scarpe.

I problemi psicologici invece sono spesso dovuti alle difficoltà scolastiche portate dal disturbo dell’apprendimento, ma non sono in nessun modo causati direttamente dalla dislessia.

disturbo della lettura: sintomi

Sintomi di dislessia classificati per età del bambino: può essere utile dettagliare per fascia d’età alcuni classici campanelli d’allarme da tenere sott’occhio.

Segnali in età prescolare (3-5 anni)

Ci sono alcuni campanelli di allarme che possono indicare la presenza di un dsa anche in bambini piccoli, prima che comincino la scuola dell’obbligo. Parliamo di una fascia d’età prescolare, ovvero bambini sotto ai 6 anni.

Prima dei 3 anni sarebbe inutile individuare dei segnali di dislessia: molte abilità del bambino, tra cui il linguaggio, sono ancora in fase di apprendimento.

In età prescolare non si può ancora diagnosticare la dislessia, ma se si notano i segnali elencati qui di seguito è bene prestare un’attenzione particolare negli anni successivi, al fine di diagnosticare per tempo l’eventuale dsa.

Segnali in linguaggio e apprendimento:
  • Ritardo nello sviluppo del linguaggio.
  • Uso di vocabolario ristretto (meno di 50 parole) dopo i 24 mesi.
  • Assenza della combinazione di due parole dopo i 30 mesi.
  • Difficoltà di pronuncia di parole lunghe dopo i 36 mesi.
  • Mescola spesso suoni o sillabe all’interno della parola o sostituire alcuni suoni.
  • Difficoltà nell’ascolto: in particolare nella comprensione dei suoni.
  • Difficoltà nell’individuare le rime, dopo i 4 anni.
  • Non riuscire a imparare le lettere dell’alfabeto.
Segnali nel comportamento:
  • Non distingue la destra e la sinistra.
  • Non riesce in alcuni compiti che richiedono abilità motorie (esempio: allacciarsi le scarpe dopo i 5 anni).
  • Ha difficoltà nel muoversi a ritmo di musica.
Segnali nei bambini di 5-7 anni

L’inizio della scuola è il vero momento in cui emergere il DSA, ed è quindi fondamentale l’attenzione di genitori e insegnanti verso eventuali difficoltà di apprendimento del bambino.

In generale i segnali indicatori di dislessia riguardano soprattutto la sfera della lettura, per cui la comprensione del testo scritto e la capacità di decodificare suoni in lettere (e viceversa).

Segnali nel linguaggio:
  • Pronuncia difficoltosa di parole lunghe.
  • Difficoltà fonologiche (separare la parola in suoni).
  • Difficoltà metafonologiche (ricostruire una parola a partire dai suoni).
  • Lentezza nello stabilire corrispondenza tra lettere e suoni.
Segnali nella lettura:
  • Capacità lettura inferiore alla media.
  • Difficoltà nel leggere parole isolate.
  • Difficoltà nel leggere parole sconosciute.
  • Difficoltà a leggere parole corte e funzionali (preposizioni).
  • Lettura ad alta voce lenta, faticosa e non espressiva.
  • Durante la lettura lamenta sensazioni di movimento di lettere o parole all’interno del testo.
  • Individua presunti disegni nel testo scritto.
  • Comprende più facilmente un testo articolato rispetto a una singola parola.
  • Comprende più facilmente un testo che viene letto da qualcuno, piuttosto che una lettura da parte sua.
Segnali nella scrittura:
  • Capacità di scrittura inferiore alla media.
  • Dimentica lettere durante la scrittura.
  • Inverte l’ordine di lettere durante la scrittura.
  • Fatica nel verbalizzare i propri pensieri.
Segnali nell’apprendimento:
  • Basso rendimento scolastico nelle prove scritte, rispetto a un’intelligenza vivace.
  • Ottima capacità di apprendimento attraverso osservazione e sperimentazione.
  • Difficoltà a riassumere.
  • Difficoltà a ricopiare.
  • Pronuncia difficoltosa di parole lunghe.
  • Difficoltà a organizzarsi.
  • Difficoltà a ricordare elenchi.
  • Non legge l’ora dalle lancette.
  • Difficoltà ad allacciare le scarpe.
  • Non distingue destra e sinistra.
  • Difficoltà nel muoversi a ritmo di musica.

Segnali nei bambini di 7-12 anni

Segnali nel linguaggio:

  • Pronuncia difficoltosa di parole lunghe.
  • Confonde parole con più sillabe.
  • Ha difficoltà nel linguaggio figurato (proverbi o metafore).
  • Impiega tempo e usa un lessico povero per raccontare i fatti. 
  • Gli appunti scolastici sono incomprensibili.

Segnali nella lettura:

  • Capacità lettura inferiore alla media.
  • Lettura ad alta voce poco fluente, si inceppa e sbaglia.
  • Capacità di comprensione del testo scritto a volte pregiudicata.
  • Non legge molto, trova scuse per evitarlo.

Segnali nella scrittura:

  • Capacità di scrittura inferiore alla media.
  • Ortografia scorretta in modo non proporzionato all’età.
  • Errore tipico: dimenticare una lettera.
  • Errore tipico: invertire l’ordine di alcune lettere all’interno di una parola.
  • Non si segna i compiti a casa.

Segnali nell’apprendimento:

  • Basso rendimento scolastico nelle prove scritte e nelle materie letterarie.
  • Difficoltà in matematica, dove confonde lettere e numeri.
  • Non usa i suoi appunti nello studio.
  • Difficoltà a riassumere e ricopiare.
  • Difficoltà nella memorizzazione di numeri di telefono e date (anche il proprio compleanno).
  • Difficoltà nel distinguere destra e sinistra.
  • Difficoltosa gestione del tempo, non ricorda che giorno è.
  • Difficoltà nell’uso del diario.
  • Migliori competenze orali che scritte.
  • Bassa autostima.
Segnali per ragazzi sopra ai 12 anni

Segnali nel linguaggio:

  • Pronuncia difficoltosa di parole lunghe.
  • Confonde parole con più sillabe.
  • Ha difficoltà nel linguaggio figurato (proverbi o metafore).

Segnali nella lettura:

  • Capacità lettura inferiore alla media.
  • Lettura ad alta voce sempre poco fluente, si inceppa e sbaglia.
  • Capacità di comprensione del testo scritto a volte pregiudicata.
  • Non legge molto, anche con scuse.
  • Difficoltà nello spelling.

Segnali nella scrittura:

  • Capacità di scrittura inferiore alla media.
  • Ortografia scorretta in modo non proporzionato all’età.
  • Errore tipico: dimenticare una lettera.
  • Errore tipico: invertire l’ordine di alcune lettere all’interno di una parola.
  • Non trascrive i compiti a casa.

Segnali nell’apprendimento:

  • Basso rendimento scolastico nelle prove scritte e nelle materie letterarie.
  • Non usa i suoi appunti nello studio.
  • Difficoltà a riassumere.
  • Difficoltà a ricopiare.
  • Difficoltà nella memorizzazione.
  • Difficoltà nel distinguere destra e sinistra.
  • Difficoltosa gestione del tempo, non ricorda che giorno è.
  • Difficoltà nell’uso del diario.
  • Migliori competenze orali che scritte.
  • Bassa autostima.
  • Può essere emotivo o troppo perfezionista.

Quelli elencati come segni di dislessia sono alcuni dei campanelli d’allarme più significativi, ovviamente maggiore è il numero di punti riscontrati e maggiore è la frequenza in cui queste cose si verificano e maggiore è la possibilità di essere in presenza di un disturbo specifico dell’apprendimento.

Questi indicatori non sono solo specifici della dislessia, alcuni possono essere legati anche ad altri DSA, come discalculia, disortografia o disgrafia.

Chi può riconoscere la dislessia

A riconoscere il disturbo di apprendimento in un bambino dovrebbero essere le persone a lui più vicine, quindi i genitori o eventualmente gli insegnanti.

Fin dai 4 o 5 anni di età del bambino i genitori possono notare alcuni fattori di rischio, che vedremo qui di seguito, e quindi sviluppare la consapevolezza di un possibile dsa. 

Quando il bambino comincia a imparare a leggere i campanelli d’allarme si fanno più chiari, sia mamma e papà che i suoi insegnanti a scuola possono ipotizzare la presenza di un dsa e raccomandare una diagnosi clinica per verificare tale supposizione.

Test di autovalutazione per la dislessia

Esistono anche dei test di autovalutazione per la dislessia, ce ne sono di vario tipo, da semplici test online realizzati in maniera semplicistica a questionari per l’autovalutazione studiati da psicologi.

Somministrare un test può essere un modo per approfondire un dubbio, anche se si tratta di uno screening che non ha mai valore di diagnosi.

Per diagnosticare la dislessia è necessario rivolgersi a uno specialista.

Riconoscere la dislessia in età adulta

La dislessia è un carattere dell’individuo, non un disturbo specifico del bambino. Si è dislessici anche da adulti, anche se spesso col tempo la persona impara a compensare sempre meglio il disturbo specifico. Per questo motivo è molto difficile effettuare una diagnosi e solo recentemente ci si è occupati di questa tematica.

In età adulta comunque le conseguenze del disturbo possono continuare, il substrato disfunzionale neurobiologico non scompare. Purtroppo non è semplice accedere a misure di supporto come quelle previste dalla legge 170.

Per diagnosticare la dislessia in età adulta sono stati recentemente formulati dei questionari specifici, come l’Adult Dyslexia Check List, che precedono una valutazione neuropsicologica.

A chi fosse interessato segnalo un questionario di autovalutazione per la dislessia in età adulta, composto da 19 domande, tratto da A revised adult dyslexia checklist (1994), di M. Vinegrad.

Cosa può fare un genitore

bimba che legge

In presenza di sospetta dislessia la prima cosa che deve fare un genitore è richiedere la diagnosi clinica, che possa accertare eventualmente il dsa e inserire il caso in un percorso di potenziamento. Le strategie compensative verranno poi attivate, di concerto con la scuola e le insegnanti.
Quindi quando si riscontrano i “sintomi” (o meglio segnali) di dsa che abbiamo elencato in questo articolo bisogna rivolgersi a degli specialisti: uno psicologo o un neuropsichiatra potranno diagnosticare la dislessia, o magari smentire l’ipotesi formulata da un genitore apprensivo.

Molti genitori sono eccessivamente esigenti nei confronti dell’apprendimento dei figli: è importante non pretendere di etichettare troppo precocemente una dislessia: ricordiamoci che la diagnosi è possibile a partire dal secondo anno di scuola.

Se la diagnosi fosse positiva in concerto con uno specialista e con le insegnanti si metteranno in atto le strategie compensative per supportare il bambino e garantirgli la giusta autonomia.

Che sia sospetta o diagnosticata la dislessia non è una malattia: non c’è alcun bisogno di preoccuparsi o di disperarsi. Il bambino dislessico seguito correttamente durante il suo percorso scolastico potrà svolgere la sua esperienza di apprendimento in autonomia e non avrà niente di meno rispetto ai suoi coetanei.

marta marsano psicologa

Marta Marsano

Psicologa specializzata nei disturbi specifici dell’apprendimento e in dislessia, fondatrice di InfoDSA.

Offre supporto psicologico in età evolutiva e supporto psico-pedagogico ai genitori di bambini con dsa.

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