La disortografia è classificata fra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e riguarda la scrittura.

Questo disturbo incide negativamente sulla trasformazione delle regole del linguaggio parlato al linguaggio scritto.

segnali della disortografia

Riconoscerne per tempo i sintomi può apportare un notevole miglioramento nell’apprendimento del bambino ed evitare frustrazione e difficoltà durante il suo percorso scolastico. Scopriamo quindi quali sono i segnali che permettono di riconoscere la disortografia precocemente, già in età infantile. 

Disortografia infantile: come riconoscerla

I bambini che soffrono di questo DSA manifestano una difficoltà nell’apprendimento della lingua scritta, il quale non è riconducibile ad alterazioni neurosensoriali, intellettive o dipendenti dal livello di scolarizzazione tipica dell’età dell’allievo.

La disortografia si presenta come un’incapacità di tradurre correttamente il linguaggio parlato nel linguaggio scritto, dando addito alla sistematica confusione fra suoni e simboli grafici.

Quali sono i sintomi della disortografia

Il professor Patrizio Emanuele Tressoldi, ricercatore nel Dipartimento di psicologia generale dell’Università di Padova, ha definito la disortografia come “un deficit di automazione dei meccanismi di conversione, grafema-fonema” (Disgrafia e disortografia).

Come si presenta, quindi, un deficit di questo tipo?

Per comprendere meglio il disturbo causato dalla disortografia serve una precisazione sulla nostra lingua. La lingua italiana è una lingua trasparente. Il termine si riferisce alla piena corrispondenza fra fonemi e grafemi: si tratta di una lingua in cui, “ad un fonema corrisponde un grafema” (ad esempio P e B corrispondono a PI e BI). Per approfondire si consiglia l’articolo Lingue opache e lingue trasparenti su sito italobimbi.

La confusione tra fonemi può essere un errore indicativo di disortografia evolutiva e quindi un suo segnale. Ad esempio se il bambino, pur avendo un livello di scolarizzazione adeguato, presenta confusione fra i fonemi Fa e Va, oppure riproduce ripetuti errori nelle doppie e nelle vocali intermedie potrebbero essere sintomi di dsa.

Ci sono degli errori ben precisi che rappresentano un campanello d’allarme per i genitori e gli insegnanti, possiamo definirli segnali di probabile disortografia. Alcuni sono comuni ai sintomi della disgrafia, che riguarda sempre l’area della scrittura.

  • Confusione fra fonemi simili (errori di traduzione dei suoni come bambina/ pampina) e sostituzione di grafemi.
  • Scambio di grafemi simili (confusioni fra lettere che presentano una forma simile).
  • Errori nelle doppie ( caccia/cacia); nelle vocali intermedie (muore /more); consonanti intermedie di una parola (cartolina/catolina).
  • Inversione di grafemi ad esempio termosifone /termofosine.
  • Errori nella fusione di articoli e parole: ad esempio  lascia anziché l’ascia

Spesso, i bambini disortografici fanno molta fatica a scuola, anche nelle cose più semplici, come copiare alla lavagna, prendere appunti o leggere un testo a voce alta. Questo tipo di Dsa crea molta frustrazione nel bambino, il quale non riesce a raggiungere il livello della sua classe; i bambini disortografici si sentono spesso a disagio nell’ambiente scolastico e sviluppano scarsa autostima.

Proprio per questo motivo è importante riconoscere e diagnosticare per tempo il disturbo, per evitare che  la scarsità di autostima nei soggetti più deboli si trasformi in depressione.

Diagnosi della disortografia evolutiva

La diagnosi del disturbo avviene intorno alla fine del secondo anno di scuola (secondo il Consensus conference), quando è possibile valutare la capacità di espressione del bambino nella forma scritta.

La valutazione viene fatta da un neuropsichiatra e da uno psicologo, ai quali si affianca in equipe molto spesso un logopedista. Quindi genitori e insegnanti possono riconoscere una possibile disortografia, ma spetta a specialisti accreditati accertare il disturbo.

Solitamente si procede con un colloquio orale, segue una valutazione psicometrica del livello intellettivo per verificare che il soggetto non presenti deficit nel QI.

Si valutano le abilità nella lettura, nella scrittura e nel calcolo, poiché i soggetti disortografici possono presentare difficoltà anche nella scrittura dei simboli numerici. È possibile che un bambino disortografico presenti altri disturbi dell’apprendimento, come dislessia, discalculia o disgrafia.

In fine, si fa una valutazione complessiva dell’insegnamento in relazione con l’età e il metodo di apprendimento utilizzato fino a quel momento.

In alcuni casi è possibile rilevare alcuni segnali della disortografia già dal primo anno di scuola elementare, quando il bambino viene iniziato all’alfabetizzazione, poiché si  possono rilevare alcune difficoltà durante i processi di conversione  fonema-grafema, anche se Tressoldi consiglia i test a partire dal secondo/terzo anno di scuola primaria ( per ulteriori approfondimenti si consiglia la pubblicazione sulle linee guida per la diagnosi dislessia e disortografia dell’Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento.

L’importanza della diagnosi e i rimedi

I bambini con disturbi dell’apprendimento e quindi anche con disortografia spesso vivono un senso d’inadeguatezza nei confronti dei compagni di classe che può portare ad un disinvestimento e demotivazione verso lo studio. Se si verifica questo abbiamo già visto le strategie per incentivare la motivazione a studiare.

scrivere a scuola

Tali difficoltà scolastiche se trascurate possono portare nel bambino disortografico a vulnerabilità, isolamento, comportamenti violenti e autodistruttivi. Si può arrivare alla depressione.

Su questo tema è interessante l’articolo “Disortografia evolutiva: un disturbo dell’apprendimento della scrittura“.

Tuttavia, con una diagnosi corretta, già nei primi anni della scuola primaria, è possibile intervenire con esercizi e programmi appositi per facilitare l’apprendimento ai bambini disortografici.

Nel 2010 la legge n°170 ha riconosciuto la disortografia come un disturbo specifico dell’apprendimento.

Il Miur sostiene l’attivazione di specifici percorsi didattici personalizzati per i bambini che soffrono di disturbi dell’apprendimento.

Uno è il PEP ( piano educativo personalizzato), specifico per lo studente che presenta DSA.

Una volta riconosciuta la disortografia infantile vengono messi a disposizione dell’allievo alcuni strumenti compensativi. Gli insegnanti sono tenuti ad impiegare tali strumenti, i quali possono variare da riassunti vocali, programmi di correzione automatica dell’ortografia e altri strumenti che evitino uno sforzo eccessivo della scrittura, senza facilitare lo studio dal punto di vista cognitivo.

Gli insegnanti, inoltre, si devono attenere a specifiche direttive per agevolare l’apprendimento scolastico del ragazzo (D.M. 566, 2011). Grazie a queste normative si possono raggiungere dei miglioramenti nel profitto, aumentando, quindi, l’autostima dell’alunno e la motivazione allo studio.

Alcune misure dispensative specifiche per gli insegnati con alunni che presentano DSA prevedono:

  • Mappe concettuali o schemi.
  • Uso del vocabolario.
  • Aumento dei tempi di verifica.
  • Omissioni di incarichi faticosi e senza scopo di miglioramento per l’apprendimento: ad esempio la lettura di un brano.
  • Interrogazioni programmate.
  • Registratore per non scrivere gli appunti a lezione.
  • Correggere l’errore senza valutarlo.
  • Evitare di riempire il quaderno con segni rossi che rimandano all’errore e provocano senso d’inadeguatezza per quanto prodotto.

valentina solinas psicologa
Valentina Solinas

Psicologa, con laurea triennale in psicologia e magistrale in discipline della comunicazione e dello spettacolo. Lavora nella comunicazione da 4 anni. 

Scrive storie per bambini e s’interessa di psicologia e psichiatria, specie nel settore infanzia.

Lascia un commento