Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è un progetto formativo pensato per andare incontro ai bisogni educativi dei bambini con un disturbo dell’apprendimento o altri BES.

Si tratta di un documento in cui vengono predisposti gli interventi adeguati al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento. Il PDP è redatto dalla scuola nel momento in cui viene presentata la diagnosi, in collaborazione con la famiglia e alle figure professionali che supportano il ragazzo.

piano didattico personalizzato

In caso di DSA diagnosticato si ha diritto ad avere un Piano Didattico Personalizzato, che conterrà le linee guida dell’intervento educativo e che definisce i rapporti tra scuola e famiglia.

Cos’è il PDP

Il Piano Didattico Personalizzato è un documento che viene redatto ogni anno dalla scuola e contiene tutte le informazioni utili per garantire un percorso formativo e scolastico quanto più sereno possibile all’alunno con DSA. Il PDP è il miglior mezzo per consentire all’alunno con DSA di raggiungere gli obiettivi di apprendimento, al pari dei suoi compagni.

Questo documento viene creato nel momento in cui la scuola riceve la diagnosi di DSA oppure se già presente la diagnosi, all’inizio dell’anno scolastico. Il PDP deve essere compilato tempestivamente per permettere l’accesso agli strumenti compensativi e alle misure dispensative che possano risultare utili per l’alunno.

La diagnosi deve essere aggiornata, per questo motivo il DSA viene rivalutato al termine di ogni ciclo scolastico.

La normativa riguardo al PDP

La normativa vigente tutela i bisogni peculiari dei bambini con disturbi dell’apprendimento, determinando i ruoli e le azioni da compiere per garantire una didattica personalizzata.

Il primo riferimento normativo in tal senso, è rappresentato dalla Legge 8 ottobre 2010, n. 170, “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, che definisce i quattro DSA riconosciuti (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) e pone come obiettivo il successo scolastico dei bambini con DSA, valorizzando i punti di forza dell’alunno attraverso percorsi individualizzati, garantendo loro le stesse opportunità dei coetanei. 

La necessità che la scuola possa promuovere interventi educativi attraverso un progetto formativo personalizzato, viene esplicitato nel  Decreto Ministeriale  N. 5669 del 2011, che all’articolo 5 dichiara:  “La scuola garantisce ed esplicita, nei confronti di alunni e studenti con DSA, interventi didattici individualizzati e personalizzati, anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato, con l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate.

In allegato al Decreto Ministeriale N.5660 del 2011, vi sono le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento, che forniscono le indicazioni per creare il PDP e per determinare gli strumenti compensativi e le misure dispensative per gli studenti con DSA.

Chi scrive il PDP

La scuola è responsabile della stesura del PDP, per mezzo del consiglio di classe che si riunisce per discutere degli alunni con certificazione di DSA, concordando sugli interventi da realizzare, sugli strumenti e le misure adatti per il singolo alunno, tenendo conto del parere della famiglia, dello stesso alunno e dei professionisti esterni, oltre al supporto del referente DSA d’istituto.

Quanto più il PDP è preciso e completo, tanto più risulterà efficace; per questo è importante cooperare nella sua redazione, nell’ottica di un progetto che in continua evoluzione, il frutto di un lavoro condiviso.

Il referente DSA d’istituto

Nel momento in cui ci si riunisce nel consiglio di classe, è consuetudine individuare un docente come referente DSA d’istituto, che non si occupa direttamente di tutti i casi di dislessia nella scuola, ma è semplicemente una persona che è specializzata nel campo dei DSA e può mettersi a disposizione per chiarire alcuni punti ai colleghi, o consigliare strategie efficaci. 

Il referente DSA è previsto dalla normativa vigente e rappresenta un importante punto di riferimento per via del suo compito che promuove la condivisione di nozioni, strumenti e materiali.

Un esempio interessante delle funzioni del referente DSA è quello di comunicare ai docenti supplenti le informazioni circa i DSA nella scuola, o ancora sostiene tutte le iniziative, i corsi di formazione e di aggiornamento.

scuola

Specialisti esterni

Un altro passaggio fondamentale durante la creazione del PDP, è che la scuola si apra alla possibilità di richiedere un parere, o di includere durante tutto l’anno scolastico gli specialisti esterni, tra cui il professionista che si è occupato della diagnosi, che può consigliare fin da subito gli strumenti da inserire all’interno del PDP e che continua a seguire l’alunno e la famiglia durante tutto il percorso.

Lo psicologo clinico, il pedagogista e tutte le altre figure che s’inseriscono nel quadro dei protagonisti del processo di stesura del PDP, si attivano per lavorare in piccole sessioni con l’alunno, individuando gli interventi adeguati, plasmati sulle necessità, i bisogni e le richieste del ragazzo.

Gli esperti esterni, cooperano e collaborano insieme alla scuola e la famiglia per favorire il successo scolastico e l’autonomia dell’alunno con DSA, sia nelle fasi preliminari sia durante tutto l’anno scolastico, seguendo nei corsi di recupero l’alunno e applicando quanto inserito nel PDP. 

Può succedere che a volte la scuola non ritenga opportuno coinvolgere gli specialisti esterni nella stesura del PDP; un atteggiamento di chiusura è tuttavia dannoso per l’alunno, che perde il punto di vista e le competenze messe a disposizione, rischiando di compromettere la buona riuscita del PDP o della sua attuazione.

Il ruolo della famiglia

La famiglia gioca un ruolo importante nella redazione del PDP, mantenendo costante lo scambio d’informazioni con la scuola.

Inoltre con il piano didattico firma un patto formativo con la scuola, con cui si autorizza il corpo docenti ad attivarsi per inserire nella routine scolastica gli strumenti compensativi e i modelli didattici adeguati alle necessità e ai punti di forza del figlio.

Inoltre la famiglia è chiamata a partecipare e concordare con la scuola circa i contenuti inseriti nel PDP, condividendo tutti i momenti salienti della stesura.

Nel momento in cui viene presentato il PDP, la famiglia può richiedere del tempo per leggerlo, studiarlo o condividerlo con gli altri specialisti che seguono l’alunno. 

Durante l’anno scolastico, la famiglia verifica che venga messo in pratica quanto scritto nel PDP, segue il figlio durante il momento dei compiti, programmando le ore di studio, rendendo confortevole il luogo in cui il bambino studia e assicurandosi che gli strumenti compensativi risultino efficaci.

La famiglia deve essere sempre un punto di riferimento per il bambino, oltre che fonte di serenità ed incoraggiamento costante.

L’alunno e il PDP

L’alunno deve essere al centro di tutto il suo iter diagnostico e della successiva pianificazione pedagogica che porta alla stesura del PDP, in modo da non essere uno spettatore passivo di decisioni.

A seconda dell’età potrà esprimere un parere ed è sempre importante spiegare al bambino le motivazioni e le dinamiche dietro determinate scelte.

Un buon modo per coinvolgere l’alunno, che deve affrontare tanti cambiamenti in seguito ad una diagnosi di DSA, è quello di includerlo nella scelta degli strumenti di cui ha più bisogno, specie nella fase di stesura del PDP.

Successivamente si potrà chiedere un parere sull’efficacia di una strategia, cosi che possa imparare a conoscersi ed esprimersi circa le proprie necessità, o ancora palesando i suoi dubbi.

Spesso l’alunno con DSA fatica ad aprirsi con i suoi compagni, perciò è opportuno che si decidano insieme anche i tempi e i modi in cui possa riuscire a spiegare il suo disturbo agli altri.

L’alunno dislessico o con altro DSA spesso avverte forte la differenza con i suoi compagni di classe e potrebbe vivere negativamente l’introduzione, ad esempio, degli strumenti compensativi.

Il Piano Didattico Personalizzato in pratica

Per sviluppare il PDP, bisogna raccogliere tutte le informazioni essenziali per renderlo efficace, seguendo dei punti che andranno aggiornati e sviluppati durante il corso dell’anno scolastico, tra cui: 

  • Dati personali
  • Livello delle abilità 
  • Strategie didattiche
  • Strumenti compensativi e misure dispensative
  • Modelli di verifica e di valutazione
  • Consegne da svolgere a casa

Una volta steso e completato il PDP, dev’essere attuato e monitorato nel tempo.

Questo può essere una spinta alla collaborazione tra più attori coinvolti, o un punto dolente laddove la comunicazione e la cooperazione non sia possibile, o carente.

Potrebbe essere utile per la scuola, la famiglia e gli esperti coinvolti, fissare incontri periodici, più o meno ravvicinati per confrontarsi e aggiornarsi reciprocamente rispetto ai progressi dell’alunno, l’efficacia del PDP e degli strumenti utilizzati.

Problematiche legate al PDP

Essendo il PDP un documento che richiede una comunicazione scuola famiglia efficiente per essere redatto, capita che si creino delle problematiche, legate soprattutto al consenso, la volontà e l’impegno delle parti a costruirlo.

Potrebbe succedere che la famiglia si rifiuti di firmare il PDP: in tal caso la scuola può richiedere la motivazione per cui la famiglia non voglia firmare e procedere comunque a redigere il PDP, sebbene sia meglio cercare di mediare e comprendere le ragioni che spingono la famiglia a rifiutarlo.

Allo stesso modo, se dovesse essere la scuola a rifiutare di scrivere il PDP, o se rifiutasse di modificare il PDP e di aggiornarlo, i genitori possono rivolgersi al referente DSA, o se necessario, al Dirigente Scolastico. 

Rivedere e modificare il PDP

Il PDP va aggiornato all’inizio di ogni anno scolastico, preferibilmente entro il primo trimestre, oppure nel momento in cui la famiglia porta a scuola la certificazione DSA.

Può essere necessario modificare o rivedere il PDP in corso d’opera: questo è un dettaglio importante, perché nel momento in cui dovesse esserci il bisogno di applicare delle modifiche, se ne sta dimostrando l’efficacia.

Il PDP, infatti, viene modificato quando sono stati raggiunti gli obbiettivi fissati, o quando c’è la necessità di aggiungere, cambiare o eliminare gli strumenti compensativi, le misure dispensative, gli interventi formativi. 

 

gloria pichierri pedagogista
Gloria Pichierri

Pedagogista, laureata in pedagogia dell’infanzia e in progettazione e gestione dei processi formativi.

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