In ambito scolastico sentiamo spesso parlare di stile cognitivo,di stile di apprendimento e di strategia di apprendimento.

Sono concetti molto importanti su cui lavorare, nell’ottica di un approccio didattico metacognitivo e possono essere particolarmente utili nel caso di alunni con DSA.

stile cognitivo

Vediamo quindi il significato dello stile cognitivo e dello stile d’apprendimento, quali sono i diversi stili possibili e come indagarli.

Stile cognitivo: che cos’è

Lo stile cognitivo è il modo in cui un individuo elabora le informazioni e gli stimoli esterni.

Si tratta della modalità preferenziale di “conoscere il mondo” ed è una tendenza costante della persona. Possiamo dire quindi che lo stile cognitivo è stabile nel tempo si sviluppa in compiti diversi e in diversi aspetti del comportamento.

Stile cognitivo e stile di apprendimento: differenze

Spesso stile cognitivo e stile di apprendimento vengono utilizzati erroneamente come sinonimi.

In realtà sono due cose diverse, o meglio: lo stile di apprendimento è un aspetto dello stile cognitivo.

  • Lo stile cognitivo è il modo globale in cui l’alunno esamina la realtà.
  • Lo stile di apprendimento si riferisce solo al livello di elaborazione delle informazioni.

Anche nello stile di apprendimento entrano le differenze individuali, in particolare l’approccio ai problemi, la motivazione, le strategie per elaborare le informazioni e la personalità.

Differenze tra stile e strategia

Si parla spesso anche di strategia di apprendimento, si tratta di un concetto più specifico, che varia in base alla situazione da affrontare.

Una strategia è qualcosa che applico al problema particolare e contingente, mentre lo stile è un modus operandi generale e rappresenta il modo di essere dell’individuo.

Perché conoscere lo stile cognitivo è importante

L’apprendimento è l’acquisizione di conoscenze in vista di uno scopo. Dunque è un comportamento motivato e orientato, non riducibile ad una mera assimilazione di contenuti. Si tratta di un processo complesso e tiene conto di più fattori, anche di natura emotiva.

In un percorso didattico perciò non vanno dimenticati i fattori legati alla personalità degli alunni, le modalità di interazione sociale e l’atteggiamento verso lo studio. Lo stile cognitivo opera una mediazione tra motivazione, emozione e cognizione.

Riflettere sullo stile cognitivo ci permette di considerare le differenze individuali, un aspetto fondamentale in ambito educativo.

Il metodo di insegnamento ideale dovrebbe tener conto delle modalità con cui gli alunni apprendono, valorizzare le loro risorse e inclinazioni, per incrementare interesse e motivazione all’apprendimento.

Scopriamo quindi i diversi tipi di stile cognitivo e di apprendimento possibili.

disturbi evolutivi

Le diverse tipologie di stili cognitivi

Ogni individuo ha un proprio stile cognitivo e possiamo identificare diverse tipologie di stili cognitivi (Cornoldi, De Beni, Gruppo M.T. 2015).

In particolare ecco alcune distinzioni che possono essere utili a definire i possibili stili:

  • Stile globale vs Stile analitico: nel primo caso viene privilegiata una visione d’insieme, mentre nel secondo prevale maggiormente l’attenzione per i dettagli.
  • Stile verbale vs Stile visuale: nel primo caso il soggetto si concentra e memorizza maggiormente ascoltando l’esposizione orale, mentre nel secondo privilegia l’osservazione e ha bisogno di stimoli visivi (ad es. immagini, parole-chiave, schemi,…)-
  • Stile convergente vs Stile divergente. Questa distinzione è legata al tipo di intelligenza e alla modalità di pensiero più sviluppata: il pensiero convergente è lineare, convenzionale e conduce verso un’unica soluzione, mentre il pensiero divergente è dinamico, creativo e in grado di elaborare soluzioni diverse per uno stesso problema.
  • Stile sistematico vs Stile intuitivo: alcune persone procedono per gradi ed esaminano le variabili ad una ad una, in modo lento e consapevole, per cui necessitano di indicazioni dettagliate e precise; altri sono più immediati e ragionano per ipotesi, arrivando alla soluzione per tentativi ed errori;
  • Stile impulsivo vs Stile riflessivo: riguarda i processi decisionali e indicano il tempo di reazione cognitiva di un individuo rispetto a compiti di risoluzione non immediata.

I 4 stili di apprendimento

Il modello teorico di Kolb (1974), che per primo introdusse il concetto di apprendimento esperienziale, definisce quattro stili di apprendimento:

  • Convergente: interessato alla sperimentazione attiva, pragmatico e abile nel problem solving e nel prendere decisioni, predilige un’unica soluzione a un problema).
  • Divergente: in grado di trovare soluzioni alternative per uno stesso problema, ha una spiccata creatività e immaginazione.
  • Assimilatore: utilizza il ragionamento induttivo e sviluppa modelli teorici logici.
  • Accomodatore: attivo e flessibile, si trova a suo agio nelle situazioni in cui deve adattarsi ai cambiamenti esterni, tende a risolvere i problemi in maniera intuitiva piuttosto che analitica.

Lo stile cognitivo e gli alunni con DSA

È esperienza comune a molti alunni con DSA la scarsa motivazione allo studio, può essere un problema dovuto allo scoraggiamento di fronte alle difficoltà scolastiche che il disturbo dell’apprendimento comporta.

Una conoscenza approfondita circa i loro interessi, inclinazioni, e soprattutto il loro “funzionamento cognitivo”, permette di progettare una didattica davvero inclusiva per l’alunno in difficoltà. Cosa importantissima nel dare nuova motivazione allo studio.

Lo stile cognitivo influenza le strategie per imparare, ovvero lo stile di apprendimento.

Ogni persona apprende in modo differente e ciascuno ha strategie preferenziali ed efficaci. Tali strategie devono essere prima di tutto sperimentate e valutate insieme all’alunno, non semplicemente “imposte” dall’esterno.

Dopo aver definito le strategie più efficaci per l’alunno con DSA, sarà possibile scegliere i supporti per lo studio, anch’essi discussi e concordati con lui. Un buon metodo di studio non può prescindere da questi aspetti:

  • Definire l’ambiente e i tempi di studio più favorevoli alla concentrazione, in base alle esigenze del singolo alunno.
  • Selezionare accuratamente materiali e strumenti compensativi per lo studio (Computer, LIM, mappe concettuali, mappe mentali, appunti semplificati, quaderni speciali,…)

Questionari per indagare e misurare gli stili cognitivi

Gli stili cognitivi dovrebbero essere indagati sia dagli insegnanti che dagli alunni stessi.

A tale scopo abbiamo a disposizione diversi strumenti, in particolare si possono utilizzare questionari e schede presenti nel volume “Imparare a studiare 2” di Cornoldi, de Beni e Gruppo M.T., oppure il questionario elaborato da Sternberg, nel volume “Stili di pensiero“.

Per gli stili di apprendimento, invece, si può fare riferimento al questionario di Kolb, “Learning Style Inventory“.

A seguito dell’indagine sugli stili cognitivi e di apprendimento, si suggerisce agli insegnanti di procedere con un percorso in grado di rafforzare le competenze metacognitive degli alunni.

A lungo termine, una maggior consapevolezza sul proprio stile orienterà le migliori strategie atte a favorire motivazione e autonomia nello studio.

chiara auletta psicologa
Chiara Auletta

Psicologa, laureata in Psicologia dinamica, clinica e di comunità. Ha ricoperto il ruolo di referente presso sportello d’ascolto scolastico e si è formata come Tutor DSA.

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