Quando a genitori o insegnanti viene il dubbio che un bambino abbia un disturbo specifico dell’apprendimento bisogna verificare tramite una diagnosi clinica e questa è basata in particolare su una serie di test.

Un sospetto di DSA è motivato da difficoltà in alcuni ambiti dell’apprendimento, che possono essere lettura, ortografia, scrittura e capacità matematiche nel far di conto.

test per dsa

I test per i DSA sono prove che hanno lo scopo di indagare competenze del bambino per capire le cause e verificare se si tratta effettivamente di un disturbo neurobiologico. Spesso i genitori prima della diagnosi si chiedono di quali test si tratta.

Non è possibile dare in questa sede una risposta precisa, come potrebbe essere un elenco di test, perché a seconda dell’età e del caso specifico si impiegano alcune prove piuttosto che altre. Possiamo però provare a capire insieme la logica su cui si fonda l’iter diagnostico e cosa si vuole comprendere tramite questi test.

Quando si effettuano i test

I test vengono somministrati quando il bambino manifesta alcune difficoltà durante il percorso scolastico, che possono far pensare a un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA). Queste difficoltà possono riguardare la scrittura, la lettura oppure la matematica e rappresentano dei “campanelli d’allarme“.

Naturalmente non è detto che un bambino che scrive male sia disgrafico o che chi non riesce a memorizzare le tabelline sia dislessico. Sono proprio una serie di test che possono verificare se siamo in presenza di un DSA o meno, tramite un iter diagnostico.

Quindi la diagnosi del DSA parte da una richiesta dei genitori (a volte effettuata su segnalazione degli insegnanti. Il periodo utile per fare la diagnosi sono i primi anni di scuola (dai 7 anni di età per dislessia, disgrafia e disortografia, dagli 8 anni per la discalculia). Si può anche diagnosticare il disturbo negli anni seguenti, ma la tempestività è ovviamente da preferirsi. Non avrebbe senso invece fare test utili prima di quest’età.

Chi somministra i test per i DSA

A effettuare la diagnosi di un DSA sono tre figure professionali: psicologo, neuropsichiatra e logopedista.

  • Il neuropsichiatra infantile è un medico specializzato nel sistema nervoso centrale. Si tratta della figura chiave nel definire l’iter diagnostico e quindi stabilire quali test effettuare. Infatti a seconda dell’età e delle peculiarità del bambino si rendono necessarie prove differenti.
  • Lo psicologo si occupa generalmente di somministrare i test, valutando aspetti cognitivi ed emotivi.
  • Il logopedista è specializzato nella sfera del linguaggio.

La visita del neuropsichiatra infantile

I test neuropsicologici hanno il compito di verificare che a livello sensoriale il bambino segua correttamente gli stimoli. Infatti bisogna capire se le difficoltà sono dovute a un disturbo neurobiologico o a un malfunzionamento dei sensi.

Il neuropsichiatra indaga quindi la vista, l’udito e le capacità motorie tramite prove molto semplici. Bisogna capire se ci sono deficit sensoriali che possono essere causa di difficoltà. Più che un test vero e proprio si tratta di una visita con alcune prove.

Quali sono i test per valutare i DSA

I test psicologici nella valutazione del DSA hanno diversi obiettivi:

  • Valutare l’intelligenza (test cognitivo). Spiegando cos’è un DSA abbiamo visto che è un disturbo che riguarda soggetti con intelligenza nella norma, questo deve essere verificato, misurando il quoziente intellettivo (QI). 
  • Indagare le strumentalità specifiche (lettura, scrittura, ortografia, abilità matematiche). Questi test vogliono mostrare se ci sono difficoltà in aree specifiche dell’apprendimento e indagarle per definirne la tipologia.
  • Valutare eventualmente altri aspetti. A seconda del bambino si può decidere di verificare la capacità di attenzione o eventuali problematiche di emotività.

Test del quoziente intellettivo (QI) e WISC-IV

Un disturbo specifico dell’apprendimento non può coesistere con un ritardo mentale. Il bambino con ritardo ha difficoltà dovute al suo deficit cognitivo, mentre il dsa non comporta una minor intelligenza. Misurare il quoziente intellettivo è importante quindi per escludere una possibile causa di difficoltà. 

Uno dei test più utilizzati nell’iter diagnostico dei DSA è il test WISC-IV, che in realtà è composto da una serie di sub test legati ad aree specifiche, è indicato per l’età 6-16 anni. Per bambini dai 3 ai 7 anni è invece in uso il test WPPSI IV.

I test per il QI come la WISC-IV vengono di norma somministrati dallo psicologo, in alcuni casi dal logopedista. Prevedono semplici prove relative a questi aspetti:

  • Comprensione verbale: si verifica se il bambino è in grado di comprendere quando ascolta, nel test sono presenti domande di conoscenza relativamente al significato delle parole potremmo semplificare definendole domande “di cultura generale”.
  • Memoria di lavoro. Quanto il bambino è in grado di memorizzare informazioni.
  • Ragionamento verbale. Capacità di rielaborare informazioni ascoltate e trarne tramite logica le corrette conseguenze nel risolvere quesiti.
  • Ragionamento visuo percettivo. Abilità non verbali, derivate da informazioni ottenute con stimoli visivi.
  • Velocità di elaborazione. Questa metrica interessa le tempistiche, quindi per quanto tempo il bambino è in grado di memorizzare un’informazione e quanto impiega a rielaborarla.

Dalla misura di questi ambiti si hanno dei punteggi che fanno da indice e concorrono a dare il risultato, che sarà il punteggio del QI. 

Un QI inferiore a 75 comporta un ritardo mentale ed esclude di conseguenza un DSA, che può essere diagnosticato solo con un punteggio maggiore di 85 come quozioente intellettivo.

Prove specifiche sulle abilità di lettura, scrittura e calcolo

Dopo il test d’intelligenza vanno somministrate prove specifiche che valutano le strumentalità scolastiche.

Queste prove sono relative agli ambiti di lettura, scrittura, ortografia e capacità di calcolo.

Sono questi i test specifici che indagano le funzioni relative al singolo DSA: dislessia, discalculia, disgrafia o disortografia. 

Test sul linguaggio

Altri esami che possono rendersi necessari sono i test sul linguaggio, verificando la comprensione morfo-sintattica e i prerequisiti meta-fonologici. Questi sono di competenza della logopedista.

Altre prove neuropsicologiche eventuali

Si può decidere anche di somministrare altre prove al bambino, relative alla capacità di attenzione, alla memoria e alle funzioni esecutive.

I test per la diagnosi e gli altri test

In questo articolo ho parlato dei test per i DSA riconosciuti, ossia quelli che servono a diagnosticare un DSA e che vengono somministrati da specialisti (neuropsichiatra, psicologo, logopedista). 

Non sono gli unici test, ma sono quelli che hanno fondamento scientifico riconosciuto. Citiamo anche i test di autovalutazione e lo screening dei DSA.

Test di autovalutazione

Esistono anche dei test per l’autovalutazione, ma non hanno un reale valore diagnostico. Sono praticamente dei “giochini” privi di valenza scientifica, che rischiano di dare risultati fuorvianti. 

Se c’è un sospetto DSA è importante richiedere una diagnosi clinica, che possa per prima cosa riscontrare l’eventuale disturbo e poi tracciare subito un percorso che possa garantire un apprendimento sereno e proficuo, supportato dai giusti strumenti compensativi.

Screening dei dsa

Oltre alla diagnosi vera e propria è possibile anche che vengano effettuati degli screening nella scuola, somministrando delle prove ai bambini, alcuni sono anche test collettivi.

Questo ha lo scopo di individuare se in classe ci sono degli alunni che presentano difficoltà specifiche, in caso positivo sarà possibile approfondire andando a fondo con una diagnosi. I test in questo caso dovrebbero idealmente essere somministrati da uno psicologo, che è formato specificamente, ma possono proporli anche le insegnanti. 

In ogni caso un screening non determina nulla se non un sospetto di DSA, non bisogna confonderlo con la diagnosi vera e propria che impiega una batteria di test standardizzati e viene effettuata in strutture del sistema sanitario nazionale o privatamente da specialisti riconosciuti.

 

marta marsano psicologa

Marta Marsano

Psicologa specializzata nei disturbi specifici dell’apprendimento e in dislessia, fondatrice di InfoDSA.

Offre supporto psicologico in età evolutiva e supporto psico-pedagogico ai genitori di bambini con dsa.

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