Per chi è abituato scrivere diventa un gesto automatico, ma pensando a cosa comporta ci possiamo rendere conto che la scrittura coinvolge molte attività: dalla prensione della penna all’organizzazione dei vari segni grafici nello spazio del foglio.

Tra i disturbi specifici dell’apprendimento la disgrafia è quello che riguarda l’atto pratico di scrivere. Di conseguenza, la scrittura di un disgrafico appare disordinata ed illeggibile, la dimensione dei caratteri varia costantemente e non sono rispettati gli spazi tra una parola e l’altra.

prerequisiti per la scrittura

Per capire meglio la disgrafia e le sue cause, ma anche per ipotizzare un buon percorso riabilitativo fatto di strumenti ed esercizi adeguati, è importante conoscere i prerequisiti della scrittura.

Cosa serve al bambino per imparare a scrivere? Chiaramente ogni bambino ha i suoi tempi e i suoi ritmi di apprendimento. L’acquisizione delle abilità di letto-scrittura seguono una loro evoluzione, ma si fondano sulla presenza di particolari prerequisiti che andremo ora a trattare nel dettaglio.

Requisiti per la scrittura

Innanzitutto per comprendere la disgrafia di un bambino, è di fondamentale importanza osservare e valutare “a che punto” del percorso grafo-motorio si trova il bambino. La scrittura è in primis un gesto grafico, paragonabile inizialmente ad un “disegno”. L’abilità di scrittura implica una certa competenza nel “movimento” e nel controllo dello stesso, in particolare nei movimenti fini (dita e mani); particolare attenzione è data all’impugnatura della matita e della penna, quindi alla capacità di “prensione” degli oggetti.

Le fasi della scrittura

Ferreiro e Teberosky individuano nello scarabocchio la prima fase di acquisizione della lingua scritta. Lo scarabocchio rappresenta per il bambino un buon “esercizio” per far pratica ed affinare le competenze preliminari. Le fasi successive dell’acquisizione della scrittura sono:

  • Scrittura preconvenzionale (in cui non c’è corrispondenza tra segni tracciati e la parola pronunciata)
  • Scrittura sillabica convenzionale (in cui c’è corrispondenza fra quantità delle sillabe della parola detta e quantità di segni che bisogna scrivere)
  • Scrittura sillabico-alfabetica (in cui iniziano a comparire le sillabe piane, anche se non ancora tutti i suoni vengono rappresentati)
  • Scrittura alfabetica convenzionale (infine vi è maggiore corrispondenza tra i suoni di una parola e i segni tracciati)

Soltanto in seguito, ovviamente, si possono considerare e trattare mediante training specifici, le competenze ortografiche e lessicali (Uta Frith 1985) e valutare l’eventuale compresenza di disgrafia e disortografia.

Le abilità necessarie per scrivere

Tenendo conto delle fasi evolutive della scrittura, è possibile individuare i prerequisiti:

  • Abilità attentive, in particolare l’attenzione prolungata e selettiva.
  • Abilità visuo-percettive (riconoscere e copiare forme grafiche).
  • Coordinazione e organizzazione spaziale (ovvero distinzione tra i concetti di sopra/sotto, dentro/fuori, avanti/dietro etc.).
  • Coordinazione oculo-manuale (seguire con lo sguardo il proprio movimento e il segno tracciato dalla matita sul foglio).
  • Acquisizione della lateralità (distinzione destra/sinistra e il prevalere di una “preferenza” da parte del bambino per i compiti manuali).
  • Consapevolezza dello schema corporeo.
  • Postura corretta.
  • Consapevolezza metafonologica analitica e globale (riconoscere un suono e identificarlo con un grafema, con una sillabe e infine con l’intera parola).

chiara auletta psicologa
Chiara Auletta

Psicologa, laureata in Psicologia dinamica, clinica e di comunità. Ha ricoperto il ruolo di referente presso sportello d’ascolto scolastico e si è formata come Tutor DSA.

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