La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che riguarda la capacità di lettura. Una persona dislessica presenta difficoltà a leggere dovute non a una mancanza di intelligenza ma a un differente funzionamento di aree specifiche del cervello che riguardano la sfera del linguaggio.

Si tratta del DSA più conosciuto e più diffuso, infatti la dislessia è un fenomeno rilevante: riguarda un alto numero di bambini. I dati del MIUR dicono che in totale sul numero degli alunni della scuola primaria e secondaria gli alunni con un DSA sono intorno al 3%, tra questi oltre la metà sono dislessici.

Cos’è la dislessia: una definizione

Troviamo una definizione di dislessia evolutiva nell’articolo 1 della legge 170 del 2010, il più importante riferimento normativo in ambito DSA. All’inizio del testo legislativo si definisce proprio cos’è ogni singolo disturbo. Ecco la spiegazione relativa alla dislessia:

Si intende per dislessia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura.

Entrando nello specifico possiamo dire che questa difficoltà nel leggere è conseguenza dell’incapacità di far corrispondere a un grafema (rappresentazione scritta della lettera) il fonema (unità sonora base del linguaggio) corrispondente.
Si tratta di un DSA di tipo verbale, chiamato anche “cecità verbale congenita” in particolare dei primi studi effettuati (Berlin, Orton).

Approfondimenti sulla dislessia

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Cause e cure della dislessia

Le cause esatte di questo disturbo evolutivo non sono  ancora state chiarite, ma si tratta certamente di un disturbo di origine neurobiologica. Da molti studi emerge familiarità, che fa pensare a una causa genetica della dislessia.

dislessica fa fatica a leggere

Come gli altri DSA si tratta di una caratteristica permanente, che fa parte del modo di essere di una persona e di come funziona il suo cervello. Dalla dislessia non si guarisce, semplicemente perché è un carattere innato dell’individuo, non causato da una patologia.

Quando parliamo di bambini dislessici dobbiamo considerare che questi bambini hanno un’intelligenza nella norma: i dsa infatti per definizione riguardano problematiche specifiche e non deficit cognitivi generali. Nello specifico per poter fare diagnosi DSA è necessario che il quoziente intellettivo sia uguale o superiore a 85, ovvero nella norma.

Bambino dislessico: cosa fare

Non ci sono cure per la dislessia, ma questo non deve spaventare: ogni persona dislessica può trovare le proprie strategie per aggirare quello che è difficoltoso a causa del DSA e compensare le fragilità. Per agevolare i bambini in età evolutiva sono stati pensati strumenti compensativi di supporto, percorsi di potenziamento cognitivo e misure dispensative. Tutto ciò permette di affrontare le difficoltà. Sono molti gli ausili che possono essere impiegati come compensazione, ad esempio schemi, mappe concettuali, audiolibri e software specifici.

Le misure dispensative danno la possibilità di evitare alcune attività scolastiche specifiche particolarmente faticose per alunni con dsa, ad esempio la lettura ad alta voce o il dettato.

L’importante è che genitori e insegnanti sappiano riconoscere il disturbo e con l’aiuto di specialisti stabilire i giusti strumenti e misure compensative adeguate.

Come si riconosce la dislessia

La dislessia riguarda l’attività di lettura e il suo apprendimento, per questo motivo si manifesta durante i primi anni di scuola, quando appunto i bambini si trovano a imparare a leggere.

Possiamo quindi riconoscere la dislessia evolutiva durante l’età scolare.

Non tutti i bambini che faticano ad apprendere la lettura sono dislessici, ma una difficoltà in questo ambito può essere un campanello di allarme. In particolare ci sono errori specifici che sono dei segnali del dsa, lo abbiamo approfondito in un articolo specifico, dedicato proprio a come riconoscere la dislessia. Conoscere questi sintomi permette di identificare per tempo il disturbo evolutivo.

La diagnosi

Anche se genitori e insegnanti possono prestare attenzione ad alcuni segnali precoci del disturbo, la diagnosi di dislessia deve essere effettuata da specialisti accreditati dal sistema sanitario nazionale, nello specifico neuropsichiatra, psicologo e logopedista. La diagnosi è importante per certificare il disturbo e poter mettere in atto strumenti e misure che assicurino all’alunno dislessico un percorso scolastico sereno. Tra queste c’è la stesura di un PDP (piano didattico personalizzato) che sia riferimento per la scuola.

Fortunatamente negli ultimi anni sta aumentando la consapevolezza di cosa sono i DSA e di pari passo matura la capacità di riconoscere la dislessia e diagnosticarla per tempo. Solo qualche anno fa la maggior parte dei bambini dislessici non veniva certificata e dovevano affrontare il percorso scolastico senza alcun supporto, con risultati spesso frustranti in modo immeritato.

Nel 2018 i dislessici certificati nel sistema scolastico sono aumentati del 48% in tre anni. Questo non perché aumentano i casi di DSA ma semplicemente perché si acquisisce la capacità di riconoscere il disturbo e di fare una diagnosi della dislessia. I disturbi dell’apprendimento ci sono sempre stati, ma sono stati spesso trascurati per ignoranza.

Test per la dislessia

Esistono molti test per accertare la dislessia di un bambino o di un adulto, la diagnosi è basata su una batteria di test standardizzati. Non bisogna confondere dei test che non hanno valore diagnostico con la diagnosi clinica di uno specialista: anche online si possono trovare dei quiz per stabilire un’eventuale dislessia, ma sono solo delle prove indicative.

Per verificare se un bambino è dislessico prima dei test sull’abilità di lettura serve un test per misurare il quoziente intellettivo, nelle diagnosi in genere si usa la WISC – IV (6-16 anni) e la WPPSI IV (3-7 anni). Infatti è importante appurare che la difficoltà d’apprendimento della lettura non sia data da un deficit d’intelligenza, cosa che escluderebbe il DSA.

Somministrare un test per la dislessia non è banale: domande, tempistiche e modalità devono essere appropriate e adeguate all’età del soggetto. Per questo non si può affidarsi ai vari test online ma bisogna affidarsi a psicologo e neuropsichiatra. Tuttavia un test può essere comunque uno strumento utile per farsi un’idea che poi andrà verificata tramite un iter diagnostico.

marta marsano psicologa

Marta Marsano

Psicologa specializzata nei disturbi specifici dell’apprendimento e in dislessia, fondatrice di InfoDSA.

Offre supporto psicologico in età evolutiva e supporto psico-pedagogico ai genitori di bambini con dsa.

FAQ: domande sulla dislessia

Hai qualche domanda sulla dislessia?

Noi di InfoDSA siamo a disposizione per rispondere a tutte le domande relative alla dislessia. Se vuoi chiedere qualcosa usa pure la pagina contatti o il form dei commenti qui sotto. Intanto proviamo a rispondere ad alcune delle domande più frequenti sulla dislessia le trovi qui di seguito.

Cosa vuol dire che un bambino è dislessico?

Un bambino è dislessico se ha un disturbo specifico dell’apprendimento legato alla capacità di lettura (appunto la dislessia). In parole povere un dislessico fatica a imparare a leggere, per via di come è fatto il suo cervello, che fatica in un’area specifica coinvolta proprio nel processo di lettura.

Un bambino dislessico è intelligente?

Assolutamente sì. Un bambino dislessico ha un’intelligenza pari o superiore alla norma. Il suo disturbo riguarda una funzione specifica, non un quoziente intellettivo basso.

Quali sono i sintomi della dislessia?

La dislessia deve essere diagnosticata da specialisti riconosciuti, ma ci sono dei segnali che possono far da campanello d’allarme anche in età prescolare che i genitori è bene conoscano. Consiglio di approfondire leggendo l’articolo su come riconoscere la dislessia.

La dislessia è una malattia?

No. La dislessia è un DSA, disturbo del neurosviluppo che riguarda l’area specifica della lettura. Si tratta di un carattere innato dell’individuo e non di una patologia.

Quali sono le cause che portano alla dislessia?

I DSA sono disturbi di origine neurobiologica. Non è stata ad oggi chiarita in modo preciso la causa esatta della dislessia, il cervello umano nella sua complessità ha molti aspetti ancora da scoprire. I dati sembrano anche indicare una famigliarità, per cui una causa genetica del disturbo.

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