La lettura è l’area specifica compromessa nella dislessia. I ragazzi dislessici affrontano numerose difficoltà a scuola e nel quotidiano, visto che leggere è un’attività continuamente richiesta nella vita di tutti i giorni.

Eppure un ragazzo dislessico e i suoi genitori non devono scoraggiarsi, visto che la dislessia non è un limite invalicabile alla realizzazione personale, ed è importante avere un approccio che parta dalle risorse.

punti di forza dei bambini dislessici

I DSA sono disturbi specifici e in quanto tali riguardano unicamente delle aree circoscritte, nel caso della dislessia come dicevamo, la lettura. L’intelligenza, la creatività, il pensiero critico, le abilità di ragionamento e tante altre capacità, restano intatte e rappresentano le risorse fondamentali.

La dislessia è definita una neurodiversità, perché il cervello dei dislessici ha un modo “differente” e particolare di elaborare le informazioni. Essere dislessici non significa essere “mancanti” o “difettosi”. Grazie alla plasticità cerebrale, i ragazzi dislessici sviluppano delle abilità particolari come strategie di compensazione. Vediamo nello specifico quali sono questi punti di forza.

La plasticità cerebrale

La mente umana è sensibile all’influenza dell’esperienza e della relazione con il proprio ambiente.

Una diagnosi di DSA non significa che il percorso di apprendimento del bambino sia pregiudicato. I bambini dislessici hanno difficoltà specifiche nell’apprendimento, ma il loro percorso di maturazione cognitiva non si arresta.

Il cervello, inoltre, ha la capacità di compensare i deficit in specifiche aree. Possiamo chiamare questa capacità di adattamento all’ambiente plasticità cerebrale.

Così come un non vedente tenderà a sviluppare (talvolta in maniera geniale) tutti gli altri sensi, anche un dislessico sarà capace di utilizzare e perfezionare tutte le altre sue capacità.

L’approccio alle risorse nella riabilitazione

Il risultato della plasticità cerebrale è la compensazione, ovvero la messa a punto di strategie cognitive e di apprendimento in grado di “sostituire” l’abilità che è compromessa.

La riabilitazione in età evolutiva si basa proprio su queste caratteristiche innate del nostro cervello, il quale è geneticamente “programmato” per migliorarsi e “auto-organizzarsi” in risposta a deficit, lesioni e traumi.

A differenza della “terapia”, che ha come finalità la cura di una patologia, la riabilitazione “ha come obiettivo di consentire la massima partecipazione sociale di ciascun soggetto nel proprio contesto sociale e culturale (Fonte: Molteni, Lorusso, Pellegri; 2007).

Ad oggi non esiste una terapia possibile per la dislessia, proprio perché i DSA non sono patologie. L’unico modo efficace per fronteggiare un DSA è lo sviluppo di strategie compensative, con particolare approccio alle risorse.

Prima di intraprendere un qualsiasi percorso di apprendimento con un ragazzo dislessico, bisogna innanzitutto comprendere quali sono i suoi punti di forza, interessi personali, passioni, qualità e aree in cui spicca maggiormente.

I principali punti di forza nei DSA

Non esistono due ragazzi dislessici “uguali”. L’approccio alle risorse prevede una personalizzazione dell’intervento con i DSA, oltre ad un’attenzione alla storia del singolo e alla sua esperienza soggettiva.

Tuttavia, alcuni studiosi hanno indagato i possibili punti di forza nei ragazzi con diagnosi di DSA. Annie Murphy Paul, giornalista scientifica, li racconta in un testo intitolato “Il lato buono della dislessia“.

Tra i punti di forza individuati:

  • Una migliore visione periferica. Rispetto ai lettori tipici, i dislessici non mettono a fuoco i dettagli centrali del campo visivo (requisito fondamentale per la lettura delle parole) ma sono più bravi dei coetanei nel riconoscere aspetti e schemi delle più ampie regioni periferiche. Gli studi di Schneps hanno dimostrato che gli astroficici dislessici superavano i colleghi nell’individuare gli schemi che indicano presenza di buchi neri.
  • La capacità di dare un senso ad un’enorme quantità di dati visivi: i dislessici preferiscono una visione d’insieme piuttosto che analitica. In un esperimento condotto dalla psicologa Catya von Kàrolyi, dell’università del Wisconsin, i dislessici impiegavano in media 2,26 secondi per definire impossibili o possibili delle immagini di Escher, mentre i lettori tipici necessitavano almeno di un terzo in più del tempo (Fonte: Annie Murphy Paul; 2012). Per tale ragione, la mappa concettuale è uno degli strumenti compensativi di elezione in caso di dislessia. Infatti, oltre ad essere una sintesi, la mappa concettuale favorisce una visione di insieme.
  • La memoria visiva è più sviluppata: i dislessici pensano e immaginano in modo grafico e hanno un’attenzione particolare per le immagini. Tale caratteristica è essenziale per la costruzione delle mappe concettuali.
  • Strategie di apprendimento alternative. I ragazzi con DSA possono essere considerati dei veri e propri “guru” dell’apprendimento, visto che si trovano a compensare. I ragazzi dislessici conoscono molto bene strumenti e strategie che possono essere utili a tutta la classe. Sentirsi “esperti” di strumenti utili all’apprendimento e al successo scolastico (come mappe concettuali, sintesi vocale, software di scrittura, correttori ortografici ,…) accresce l’autostima e il senso di autoefficacia di questi ragazzi, restituendo loro un campo di competenza.

Dislessia e realizzazione personale

I ragazzi dislessici hanno risorse e potenzialità che possono permettere una piena realizzazione personale, superando gli ostacoli che il DSA comporta.

Non si tratta di teoria o di una frase motivazionale per confortare i genitori, ma di un dato di fatto, comprovato da numerosi esempi.

Ci sono molte persone famose con dislessia, che hanno avuto successo in svariati campi. Conoscere le loro storie per un dislessico può essere utile per trovare la motivazione necessaria a rimboccarsi le maniche e far valere i propri punti di forza.

chiara auletta psicologa
Chiara Auletta

Psicologa, laureata in Psicologia dinamica, clinica e di comunità. Ha ricoperto il ruolo di referente presso sportello d’ascolto scolastico e si è formata come Tutor DSA.

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