La dislessia è un disturbo molto diffuso, nel percorso scolastico si stimano 3 alunni con DSA su 100, ma i disturbi dell’apprendimento riguardano anche gli adulti. Secondo i dati dell’AID (associazione italiana dislessia) ogni anno entrano nel mondo del lavoro circa 12.000 persone con dsa.

I DSA sono disturbi di origine neurologica, non malattie: non si può guarire dalla dislessia ma si tratta di un carattere innato dell’individuo che ha natura permanente.

adulto dislessico

Quindi è sbagliato pensare che la dislessia si conclude una volta finito il percorso scolastico, il disturbo d’apprendimento fa parte dell’individuo e può avere risvolti negativi anche in ambito lavorativo.

Scopriamo quindi come affrontare una dislessia in età adulta, ma anche come riconoscerla e diagnosticarla, visto che, come vedremo, non è una questione banale.

Perché ha senso parlare di dislessia negli adulti

Nei bambini il disturbo dell’apprendimento è un problema che si manifesta in modo evidente: la dislessia è una difficoltà nella lettura, il dislessico fatica a decodificare un testo scritto e questo nei primi anni di scuola emerge come problematica dell’apprendimento.

Col passare degli anni un dislessico adulto sviluppa la capacità di compensare le difficoltà con altre abilità, aggirando i problemi che ne derivano.

Quindi la dislessia continua a persistere in età adulta, anche se la persona in genere matura l’esperienza necessaria a convivere e potenzia altri aspetti che aiutano a compensare. A volte il disturbo è tanto ben compensato da non essere più manifesto, tuttavia non è escluso che il dsa abbia ricadute, in particolare nella carriera universitaria dei ragazzi e nella vita professionale lavorativa dell’adulto.

Leggere ha un ruolo centrale nella nostra società, non solo durante gli studi: buona parte delle mansioni lavorative è legata alla lettura, come anche moltissime necessità della vita di tutti i giorni. Pratiche, documenti, e-mail, depliant informativi… I testi scritti sono presenti in ogni aspetto della nostra quotidianità.

Quindi possiamo intuire come un dislessico adulto possa riscontrare numerosi ostacoli nella sua vita lavorativa, a maggior ragione per i casi in cui il DSA non sia stato diagnosticato in età scolare, impedendo di sviluppare consapevolezza e strategie compensative.

In questi casi diagnosticare la dislessia in età adulta può essere molto importante, in quanto può risparmiare al soggetto molte frustrazioni e tante difficoltà, che possono essere compensate dagli specifici strumenti, ma anche può essere d’aiuto rispetto alla sfera emotiva e all’autostima.

Riconoscere la dislessia negli adulti

Riconoscere la dislessia negli adulti è possibile, anche se non è semplice come nei ragazzi in età scolare.

Capita, infatti, che  negli anni, chi soffre di un lieve disturbo dell’apprendimento, riesca a compensarlo, almeno in parte. In questi casi, oltre ad affidarsi al giudizio di uno specialista, è necessario sottoporsi a una batteria di test specifici.

Tuttavia i soggetti dislessici possono ricordare alcune difficoltà nel percorso scolastico legate alla lettura, e alla concentrazione nello studio.

La dislessia è stata diagnosticata per la prima volta alla fine dell’800, ma solo dal 2004, con la circolare ministeriale 4099/A/4, si è iniziato a parlare della dislessia come un disturbo specifico dell’apprendimento da tenere in considerazione nel percorso scolastico degli alunni coinvolti.

Quindi le persone dislessiche prima di questa data raramente sono state riconosciute come tali e in assenza di diagnosi hanno avuto un difficile trascorso scolastico, condizionato negativamente dalle difficoltà nella lettura dovute al DSA.

lettura adulti

Sintomi della dislessia negli adulti

La dislessia negli adulti si manifesta particolarmente nella lettura a voce alta, si evidenzia una lentezza a leggere un testo di qualunque tipo e a comprenderne il significato.

Con gli anni spesso il dislessico compensa molto del DSA, migliorando l’accuratezza nella lettura (meno errori), ma in genere rimane una lentezza superiore alla media.

Un adulto dislessico fatica a ricordare tutto il testo letto e ha una cattiva gestione del tempo. Difficilmente riesce a organizzare la giornata e questo si può ripercuotere nelle scelte lavorative. Capita molto spesso che i soggetti dislessici accettino lavori e professioni al di sotto delle proprie abilità, per mancanza di aspirazioni personali dovuta a bassa autotostima.

Diagnosticare la dislessia in età adulta, quindi, è importante, specie se si è ancora giovani e si vuole decidere fra l’eventuale proseguimento degli studi all’Università e l’abbandono del percorso scolastico, per iniziare una professione.

Test di autovalutazione

Se si sospetta una possibile dislessia si può fare un test di autovalutazione, in attesa di rivolgersi a uno specialista.

I test per la dislessia in età adulta non sostituiscono in alcun modo la diagnosi vera e propria, che viene affidata a specialisti riconosciuti e comporta la somministrazione di test neuropsicologici e psicometrici.

Questi test possono essere utili a rendersi conto del possibile dsa, in modo da decidere poi di affidarsi a un centro riconosciuto per la valutazione dei DSA dove neuropsichiatra e psicologo potranno accertare il disturbo d’apprendimento.

Alcuni test di autovalutazione della dislessia standard si possono fare direttamente online, ecco tre esempi:

  1. Quiz.trynteract.com
  2. file:/FAD10_Questionario_valutazione_dislessia_adulti.pdf
  3. https://ioeladislessia.com/2016/03/03/test-dislessia-online/

I test pongono domande utili a far emergere possibili sintomi di dislessia, ad esempio:

  • Hai difficoltà a leggere un testo molto lungo?
  • Sei lento nella lettura di una pagina?
  • Hai difficoltà a leggere in pubblico?
  • Quando parli in pubblico ti confondi?
  • Ti confondi a compilare le cifre in un assegno?
  • Quando usi il telefono ti confondi nel digitare le cifre?

Sono domande che possono far affiorare alcune problematiche riscontrate negli adulti dislessici, spesso relative all’errata codificazione di lettere e numeri, alla loro composizione e alla memorizzazione di un contenuto.

Ovviamente è fondamentale rispondere sinceramente a tutte le domande, poiché si rischia di falsare il risultato del test.

Come specificato sopra, il risultato del test può fornire solo una probabilità di dislessia e non una certezza. Per avere la certezza che vi sia presenza di DSA dovrà essere fatta una valutazione neuropsicologica.

Diagnosi di dislessia negli adulti

La diagnosi in età adulta si avvale di test psicometrici e neurologici creati da studiosi internazionali nel campo della dislessia, che vengono somministrati da professionisti accreditati (neurologo, neuropsicologo, psicologo, logopedista).
E’ importante tener presente che al raggiungimento del diciottesimo anno di vita è necessario rivolgersi a centri accreditati e non ai servizi di neuropsichiatria che hanno competenza per la fascia 0-18 anni.

L’iter diagnostico consiste in un ciclo di prove di vario tipo e un colloquio clinico:

  • Test preliminari, tra cui ADCL, test per il mancinismo, beck depression inventory, Hamilton anxiety scale.
  • Prove di lettura di lettere e numeri, per valutare tempo, errori, velocità.
  • Scrittura di parole e non parole, valutando errori.
  • Comprensione di un brano: domande e risposte.
  • Prove di linguaggio: segmentazione fonemica, lettere, cifre, colori,…
  • Valutazioni delle funzioni attentive e visuospaziali

Questi sono alcuni esempi dei test a cui si sottopone il soggetto per ottenere una diagnosi di DSA riconosciuta.

Una volta riscontrata la dislessia evolutiva, è possibile affrontare un percorso compensativo in età adulta, sia per affrontare un ciclo di studi superiore (università e accademia) o per migliorare notevolmente la qualità della vita di alcune persone, appianando anche alcune difficoltà nel lavoro.

dislessia

Come affrontare la dislessia da adulti

Anche se non esiste un protocollo d’intervento nella dislessia da adulti, si può ricorre a un trattamento intensivo per migliorare alcune difficoltà.

L’utilità del trattamento non interessa solo il recupero di alcune abilità, ma può migliorare notevolmente l’emotività del soggetto (disturbi dell’umore, ansia) e rafforzare l’autostima messa in crisi dalle difficoltà affrontate negli anni.

Spesso gli adulti con dislessia hanno vissuto un percorso scolastico travagliato a causa della mancata diagnosi, prendere consapevolezza della natura del proprio disturbo può essere importante a rivedere le fatiche passate con altri occhi.

Dislessia e lavoro

Un dislessico ha diritto ad avere opportunità di carriera e realizzazione professionale pari a qualsiasi altro individuo. Questo è riconosciuto in modo esplicito nella legislazione italiana che individua lo scopo di assicurare per le persone con DSA:

“eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale e professionale” (Legge 170 del 2010)

Nel concreto non è semplice però accedere a diagnosi e misure pensate per i dislessici adulti.

L’Associazione Italiana Dislessia ha creato Il Comitato DSA e Lavoro, volto ad inserire i dislessici nel mondo del lavoro, occupandosi della loro crescita professionale.

Il Comitato deve proporre e sviluppare iniziative rivolte alla società per diffondere la consapevolezza di DSA e delle relative difficoltà correlate. Inoltre deve poter realizzare progetti per validare nuovi strumenti e nuove metodologie per migliorare le difficoltà negli adulti dislessici.

Di loro interesse, inoltre, sono l‘organizzazione di iniziative rivolte alle aziende e ai lavoratori dislessici, al fine di creare dei percorsi formativi.È possibile restare aggiornati su tutte le iniziative proposte, seguendo il sito dsaelavoro.aiditalia.org.

Per quanto riguarda l’esame per ottenere la Patente di Guida, facendo riferimento ad alcune circolari del Ministero dei Trasporti (circolare A28 del 28 novembre 2000; circolare 15175 del 6 luglio 2006; circolare Prot. 98013/23.03.05 del 25 ottobre 2007, D.L. 18 aprile 2011 n. 59), si segnala che è possibile svolgere la prova teorica dell’esame sia per la Patente A che per la B usufruendo dei file audio che enunciano i quesiti dell’esame.

valentina solinas psicologa
Valentina Solinas

Psicologa, con laurea triennale in psicologia e magistrale in discipline della comunicazione e dello spettacolo. Lavora nella comunicazione da 4 anni. 

Scrive storie per bambini e s’interessa di psicologia e psichiatria, specie nel settore infanzia.

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