Abbiamo già spiegato cos’è la disortografia, in questa sede ci occuperemo invece di intervento.

Sappiamo che la disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento che coinvolge la scrittura. Gli errori più frequenti riguardano in particolare l’ortografia e la grammatica, pertanto gli interventi si basano su esercizi relativi a questi due ambiti.

Vediamo quindi nel dettaglio cosa fare per aiutare un bambino disgrafico, in particolare quali saranno gli obiettivi di un training per l’ortografia, come strutturare un intervento efficace e alcune risorse gratuite che potranno essere utili.

disortografia: cosa si può fare

Obiettivi di un training per l’ortografia

La disortografia, così come gli altri DSA, rientra nella categoria dei disturbi evolutivi, a base neurobiologica. Vale a dire che i DSA non sono acquisiti, ma innati, ovvero presenti già dalla nascita, anche se solo con la scolarizzazione si possono osservare i primi “campanelli d’allarme”.

Data questa natura innata, non è corretto parlare di “cura della disortografia” o di “trattamento per la disortografia” per i DSA, è più appropriato utilizzare termini quali “potenziamento” e “training“.

Dalla disortografia non si guarisce, dato che non è una “malattia” ma una caratteristica permanente, ma si può comunque intervenire efficacemente.

Come? Lavorando per potenziare abilità che vanno a compensare le difficoltà dovute al DSA. Perché l’intervento sia efficace è fondamentale stabilire dal principio degli obiettivi individuali.

Innanzitutto è bene osservare e valutare caso per caso: tante tipologie di errori sono comuni a tutti i bambini disortografici, ma non tutti i bambini disortografici sono uguali tra loro.

Per questo l’intervento deve essere “personalizzato”, considerando vari fattori: le caratteristiche del bambino, l’età, il livello di difficoltà così come le risorse personali e l’eventuale compresenza di altri DSA o di deficit dell’attenzione.

Gli obiettivi principali di un training per l’ortografia sono:

  • Favorire l’apprendimento della scrittura.
  • Stimolare le competenze metafonologiche.
  • Ridurre la frequenza degli errori ortografici.

Disortografia: cosa fare

Quando la famiglia o gli insegnanti sospettano che un bambino possa essere disortografico la prima cosa da fare è richiedere una diagnosi, è importante fare attenzione ai possibili segnali di disortografia.

Questo DSA si manifesta nei primi anni della scuola primaria, quando il bambino comincia a imparare a scrivere, una diagnosi può essere eseguita a partire dal secondo anno di scuola.

Gli specialisti che effettuano la diagnosi indicheranno interventi e strumenti consigliati.

Si interviene in genere con specifici trattamenti, in particolare attivando un percorso logopedico e di neuropsichiatria.

Risulta poi particolarmente utile un training per l’ortografia, che tramite opportuni esercizi possa potenziare le abilità del bambino e portare miglioramenti concreti. Il tutor DSA è la figura più indicata nel guidare questo intervento.

Com’è strutturato un intervento in caso di disortografia

Un modello di training per l’ortografia è ben rappresentato dal Software “Dal suono al segno” (disponibile sul sito Imparare Facile) ideato da Tressoldi, Tretti e Vio.

Tale modello di intervento per la disortografia tiene conto dello stretto legame tra l’apprendimento della scrittura e il processo di lettura; inoltre fonda le sue radici nei modelli teorici del filone evolutivo (Frith, 1985) e neuropsicologico cognitivo (Temple, 1986; 1997; Tressoldi e Cornoldi, 2007).

Il Software “Dal suono al segno” è stato creato per bambini dai 5 ai 10 anni, che si trovano nella fase evolutiva dell’acquisizione della scrittura o che presentano numerose e varie difficoltà ortografiche.

Il programma è suddiviso in 5 livelli di complessità:

  1. esercizi per la discriminazione uditiva: tale livello ci permette di affrontare in particolare gli errori fonologici, ovvero la scarsa distinzione tra suoni simili (b/p; f/v; s/z; etc.);
  2. esercizi per acquisire i meccanismi di conversione fonema-grafema: consentono di consolidare il riconoscimento di suoni e sillabe, indicando l’alternativa corretta (ad es. scegliere tra “ge” e “ghe”, o tra “ciu” e “cu” etc.);
  3. scrittura di parole: l’obiettivo è affinare i meccanismi appresi in precedenza, aumentando gradualmente la difficoltà (ad es. con il passaggio dalle sillabe piane ai trigrammi) fino ad agire anche sugli errori non fonologici (ad es. “squalo” scrive “scualo”);
  4. esercizi di natura fonetica: per consolidare l’apprendimento di doppie e accenti;
  5. competenza di scrittura delle frasi: nell’ultimo livello si affrontano difficoltà riguardanti l’aggiunta o l’omissione di apostrofi, fusioni e separazioni illegali, morfologia della frase etc.

Risorse gratuite per esercitarsi con la scrittura

Molti dei Software finalizzati all’intervento in ortografia sono a pagamento, in quanto strumenti utilizzati in maniera specifica e consona dalle figure professionali che si occupano del potenziamento, come psicologi e logopedisti.

In rete sono anche presenti numerose risorse per migliorare la scrittura accessibili alle famiglie, gratuitamente. Sono esercizi utili per allenarsi nella scrittura e nell’ortografia, spesso presentate in forma di gioco. Ad esempio si trovano risorse di questo tipo nel game center del sito Training Cognitivo.

Tutte queste risorse gratuite e accessibili sono certamente molto utili, ma anche se appaiono come una preziosa soluzione “fai da te”, non sostituiscono un supporto professionale.

La cosa migliore è sempre affidarsi ad un tutor specializzato in materia di DSA e agli altri professionisti dell’ambito evolutivo. Lo scopo della mediazione con il tutor è stabilire il programma adatto al livello di difficoltà dei bambini, nonché la possibilità di monitorare nel tempo i risultati raggiunti.

chiara auletta psicologa
Chiara Auletta

Psicologa, laureata in Psicologia dinamica, clinica e di comunità. Ha ricoperto il ruolo di referente presso sportello d’ascolto scolastico e si è formata come Tutor DSA.

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