Il senso di autoefficacia è una variabile importante nei processi di apprendimento.

Si definisce come la consapevolezza delle proprie capacità: il sentimento di poter confidare nelle proprie risorse per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Si tratta quindi di convinzioni e credenze su sé stessi, collegate alla capacità di organizzarsi per raggiungere determinati obiettivi.

Come l’autostima, anche l’autoefficacia percepita favorisce l’apprendimento, in particolare negli alunni con DSA. In questo articolo definiamo l’autoefficacia e scopriamo come favorire l’apprendimento e potenziare la consapevolezza delle proprie capacità nei ragazzi con DSA.

senso di autoefficacia

Cos’è l’autoefficacia

L’autoefficacia percepita è un costrutto di Albert Bandura, psicologo canadese, definito come la consapevolezza della propria capacità di gestire un compito e raggiungere i propri obiettivi.

Si riferisce alla percezione che abbiamo di noi stessi di essere in grado di mettere in atto in maniera efficace azioni mirate a determinati obiettivi.

Il senso di autoefficacia si basa su convinzioni e valutazioni personali, per cui è correlata all’immagine di sé e all’autostima.

Secondo gli studiosi di tale costrutto, l’autoefficacia è organizzata in modo gerarchico con diversi livelli di complessità delle azioni da compiere per raggiungere un determinato obiettivo. Dalle credenze in merito alle proprie risorse e alle capacità di gestire con successo un compito, deriva il senso di autoefficacia.

Autostima e autoefficacia

Autoefficacia e autostima sono strettamente correlate, ma sono due caratteristiche differenti, anche se spesso erroneamente i termini vengono considerati sinonimi.

L’autostima, come indica il termine stesso, è la stima di sé, dunque si riferisce al valore che ciascuna persona attribuisce a se stessa.

Mentre l’autostima è un sentimento che si rifà ad una valutazione “globale” di ciascun individuo, il senso di autoefficacia si riferisce ad un ambito specifico, quello correlato all’esecuzione di un compito.

Pianificare le azioni al fine di raggiungere un obiettivo predeterminato ha a che fare con le competenze cognitive delle persone; l’autostima ha a che fare invece con l’immagine di sé: qual è il mio valore e quanto mi apprezzo come persona.

Come dicevamo autostima e autoefficacia sono correlate e si influenzano reciprocamente: il senso di autoefficacia è direttamente proporzionale all’autostima, in quanto entrambi riguardano la percezione di sé: come mi vedo.

Sia il senso di autoefficacia sia l’autostima influenzano positivamente l’apprendimento e il successo scolastico. Si tratta di due variabili personali fondamentali in caso di DSA, in quanto inducono a perseverare nonostante le difficoltà.

Autoefficacia e DSA

L’autoefficacia non è una caratteristica innata della persona, ma si sviluppa e si rinforza in relazione al contesto familiare, sociale, scolastico.

Le figure chiave in questo senso sono, oltre i genitori, gli insegnanti, gli educatori e tutte le figure significative che ruotano intorno alla vita di bambini e ragazzi, come può essere un tutor dsa per un bambino dislessico.

Tali credenze a loro volta derivano dalle esperienze vissute nei diversi contesti, inclusa la scuola. Sappiamo che i bambini con DSA, prima di arrivare ad una diagnosi precisa, sperimentano molteplici difficoltà ed esperienze scolastiche fallimentari. Per questo è molto importante potenziare autostima, senso di autoefficacia per favorire i processi di apprendimento successivi alla diagnosi.

Migliorare il senso di autoefficacia in caso di DSA

L’approccio alla didattica per i ragazzi con dislessia, altri disturbi dell’apprendimento o altre difficoltà scolastiche quali ADHD, non può prescindere dalle caratteristiche personali e dai vissuti di ognuno. Insegnare non è una mera trasmissione di sapere, ma è prima di tutto incontro con l’altro e analisi dei bisogni educativi, relazionali, emotivi.

Un bambino sicuro di sé è un bambino che è stato stimolato a credere in sé stesso e che ha ricevuto attenzione emotiva e sollecitazioni positive che facciano leva sui punti di forza. Il senso di autoefficacia si può quindi migliorare.

I bambini con DSA sperimentano sin dalla scuola primaria difficoltà scolastiche. Quando i segnali di DSA iniziano a palesarsi, i bambini sono in una fase evolutiva in cui tendono a confrontarsi con i compagni. Osservando i coetanei emergono immediatamente le proprie difficoltà, insieme alla consapevolezza di avere “un problema” non altrimenti specificato.

Quando un bambino non ha una diagnosi precisa, attribuisce i propri “fallimenti” scolastici ad una presunta mancanza di capacità, sentendosi spesso inadeguato e maturando frustrazione. Tali vissuti non favoriscono l’autostima, ma neanche il senso di autoefficacia.

Una persona per sentirsi efficace ha bisogno di fare esperienze positive, in cui si percepisce capace di eseguire un compito e raggiungere un obiettivo autonomamente. Quanto più un’azione si rivelerà efficace, tanto più entrerà a far parte del “repertorio” comportamentale del bambino, che lo metterà in atto in situazioni analoghe. Se un bambino non si sperimenta come efficace e capace, avrà difficoltà a trovare da sé la soluzione e le risorse per affrontare un compito.

Per tale ragione, la scuola dovrebbe fornire a questi bambini esperienze del genere, anche partendo dall’apprendimento senza errori: gli insegnanti dovrebbero sottoporre ai bambini compiti che siano in grado di svolgere da soli. Il livello di difficoltà va aumentato in maniera minima e graduale, per consentire al bambino di fare più esperienze di successo possibili e assimilare le sue conquiste cognitive giorno per giorno.

L’importanza dell’approccio metacognitivo

Il senso di autoefficacia implica la capacità di autovalutazione, che rientra nelle competenze metacognitive. L’approccio metacognitivo è molto indicato per bambini e ragazzi con DSA che si trovano ad affrontare difficoltà scolastiche fin dal loro ingresso a scuola.

Probabilmente questi bambini hanno sviluppato delle capacità di adattamento di cui non sono ancora consapevoli. Gli educatori e gli insegnanti hanno il compito di scoprire e rendere evidenti ai propri studenti le strategie di compensazione che essi stessi hanno imparato. Sono proprio queste strategie a fornire una buona base per il senso di autoefficacia.

Per aumentare il senso di autoefficacia degli studenti mettiamoci in ascolto e partiamo dalle risorse e dalle strategie che hanno sviluppato nel tempo senza esserne consapevoli. Le strategie metacognitive ci vengono in aiuto in questo senso: è importante rendere consapevoli gli alunni delle proprie strategie, affinché queste da “apprendimenti accidentali” si tramutano in metodo.

Anche se la metacognizione presume un certo livello di maturità cognitiva, essa può essere allenata fin dall’infanzia, mediante training specifici pubblicati da Erickson.

chiara auletta psicologa
Chiara Auletta

Psicologa, laureata in Psicologia dinamica, clinica e di comunità. Ha ricoperto il ruolo di referente presso sportello d’ascolto scolastico e si è formata come Tutor DSA.

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