La capacità di pianificazione è una preziosa risorsa nello studio ed è particolarmente importante per gli studenti con diagnosi di DSA, visto che fare i compiti per un bambino con difficoltà di apprendimento può diventare una vera e propria impresa.

Con una migliore organizzazione dello studio e una gestione ottimale del tempo si possono arginare gran parte dei problemi legati ai compiti, come il rifiuto dello studio o la disattenzione.

pianificare lo studio

In questo articolo vi parleremo di alcune strategie per affiancare i figli nello studio e scopriremo insieme come favorire l’autonomia degli alunni con DSA, mediante la pianificazione.

Cosa si intende per pianificazione

Pianificare significa organizzare in maniera efficace lo studio, nel concreto:

  • Stabilire priorità.
  • Scegliere accuratamente quali strumenti utilizzare.
  • Gestire in maniera ottimale il tempo a disposizione.

Senza una buona organizzazione si rischia di trascorrere l’intero pomeriggio a studiare e privarsi di attività di svago e socializzanti.

Specialmente in presenza di DSA, i compiti possono diventare un’attività lunga ed estenuante, perché tutto viene complicato da difficoltà oggettive.

Accanto a una buona pianificazione è utile apprendere un programma strutturato per il metodo di studio.

Vantaggi della pianificazione nello studio

Pianificare conviene per diversi motivi:

  • Lo studio organizzato è più efficace.
  • Organizzare e dosare il lavoro significa ottimizzare i tempi.
  • Fissare gli obiettivi da raggiungere è un modo efficace per conseguire buoni risultati.
  • Permette di dosare le proprie forze, evitando inutili sovraffaticamenti.
  • Tale abilità permette di essere apprezzati dagli altri, riducendo i conflitti con i genitori.
  • I rinforzi positivi accrescono l’autostima e il senso di autoefficacia degli alunni.
  • Favorisce l’autonomia nello studio.

Il supporto di un genitore o di un tutor DSA

Molti studenti non sono in grado di organizzarsi lo studio, tali difficoltà emergono soprattutto quando essi non hanno il supporto di un Tutor specializzato o di un familiare nello svolgimento dei compiti. Per questo motivo, molti programmi che insegnano un buon metodo di studio insistono molto sulla pianificazione.

Naturalmente i bambini più piccoli non hanno ancora un metodo di studio ben consolidato: il loro apprendimento si basa ancora molto sul gioco e sull’intuizione. Gli alunni della scuola primaria hanno bisogno certamente della guida dell’adulto (un genitore o altra figura educativa come il tutor DSA) nell’organizzazione, perché non hanno ancora una piena autonomia.

Gli adolescenti invece hanno più esperienza e una maggiore consapevolezza del proprio modo di “funzionare” e apprendere. Gli studenti di scuola secondaria quindi saranno più avvezzi a mettere in pratica autonomamente le strategie di pianificazione trasmesse dal Tutor.

Infatti, la capacità di pianificare richiede un buon livello di metacognizione, ovvero di consapevolezza sulle proprie modalità di apprendimento e sui meccanismi della propria mente.

Una persona che ha un buon livello di metacognizione è in grado di rispondere a queste domande:

  • In che modo apprendo e memorizzo più facilmente?
  • Qual è il mio canale preferenziale di accesso alle informazioni (visivo, uditivo etc)?
  • Qual è il mio stile cognitivo?

Linee guida per l’organizzazione dei compiti

Scopriamo alcuni suggerimenti concreti che possono essere utili per impostare una buona organizzazione nei compiti, che sia di supporto allo studio del bambino.

Pianificare i tempi dei compiti

Il primo passo è organizzare spazi e tempi in cui svolgere i compiti.

Gli orari in cui studiare devono essere stabili nel tempo, in modo tale da creare una routine quotidiana.

Si sconsiglia di fare una “full immersion” nei compiti, dedicando l’intero pomeriggio allo studio. Considerate anche che i tempi di attenzione variano in base all’età degli alunni.

I bambini di scuola primaria hanno un tempo di attenzione ridotto (circa 20-30 minuti) rispetto agli alunni più grandi (45-50 minuti). Per tale motivo è importante scandire le attività con delle pause.

Suddividere il pomeriggio in “porzioni” di tempo, aiuta i bambini a non sovraccaricarsi, migliorando l’attenzione.

Differenziare lo spazio dello studio

Diventa molto utile differenziare non solo i tempi, ma anche gli spazi, individuando un luogo (scrivania o tavolo) dove fare i compiti.

dove studiare

Coinvolgere i bambini nell’organizzazione di uno “spazio-gioco” e di uno “spazio-studio” è molto utile.

In questo modo possiamo distinguere (anche visivamente) i due momenti:

  • Lo spazio per il gioco sarà a uso esclusivo del bambino, dove potrà rilassarsi, muoversi come vuole e svolgere attività ludiche.
  • Lo spazio per lo studio sarà un luogo più “neutro”, con regole e obiettivi ben precisi, favorendo meno le distrazioni.

Eliminare le possibili distrazioni

Nell’organizzazione degli spazi per studiare bisogna eliminare i fattori di disturbo a livello uditivo e visivo, ovvero i cosiddetti “distrattori“.

Ad esempio bisogna fare attenzione a tv o radio accesi, cellulari che squillano, fratelli o sorelle minori che possono interrompere e distrarre, rumori, via vai di persone nella stanza,…

Pianificare lo studio settimanale e giornaliero

I bambini devono avere ben chiaro “cosa devono fare” per organizzarsi al meglio. Perciò è bene utilizzare un diario o un planning per avere sempre presente l’organizzazione settimanale e giornaliera dei compiti.

Questo sistema aiuta i bambini a comprendere a quali compiti dare la priorità.

Solitamente si consiglia di cominciare dalla materia più difficile, perché richiede maggior energia mentale e attenzione.

Valorizzare le risorse individuali

Far leva sui punti di forza piuttosto che sulle difficoltà incrementa l’autostima e il senso di autoefficacia dei bambini. Nella pianificazione dello studio è importante tener presente anche questo, a maggior ragione per i bambini con disturbo specifico dell’apprendimento.

Prima di avere un DSA questi bambini hanno una personalità, un’età, esperienze, interessi e caratteristiche personali che non possiamo ignorare nel processo di apprendimento. Gli errori non devono spaventarci, al contrario sono opportunità per imparare.

Utilizzare gli strumenti compensativi

Pianificando tempi e luoghi dello studio di un bambino con DSA dobbiamo sempre incentivare l’utilizzo di strumenti compensativi di cui il bambino dispone a scuola.

Infatti, oltre a facilitare lo studio e favorire l’autonomia, la loro funzione è incrementare l’utilizzo del canale cognitivo “preferenziale” dei bambini: ad esempio, i bambini dislessici favoriranno maggiormente l’ascolto (l’audiolibro o la sintesi vocale) oppure un apprendimento per immagini e parole chiave (mappe mentali).

Utilizzare questi strumenti dà valore alle risorse personali degli alunni, senza far pesare le difficoltà oggettive dovute alla diagnosi di DSA.

Nella pianificazione dobbiamo includere quindi l’impiego dei giusti strumenti e verificare che i bambini effettivamente li sfruttino.

chiara auletta psicologa
Chiara Auletta

Psicologa, laureata in Psicologia dinamica, clinica e di comunità. Ha ricoperto il ruolo di referente presso sportello d’ascolto scolastico e si è formata come Tutor DSA.

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